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Originalmente inviato da sciurpadrun La storia di Campo Gaudio, benchè sconosciuta ai più, è affascinante e merita di essere raccontata. Non tutti sanno che, già in tempi preistorici, questo sito era utilizzato dalle primitive popolazioni padane per lesercizio del volo. Ne sono prova evidente alcuni manufatti in osso e selce rinvenuti in loco, databili al V millennio a. C., che secondo gli esperti rappresentano un rudimentale radiocomando. Probabilmente, lo sviluppo di questo marchingegno fu bloccato dalla mancanza di batterie efficienti. Più tardi, in epoca romana, lallora Campus Gaudius fu intensamente utilizzato dai legionari che si esercitavano alluso del cosiddetto balsettus, temibile arma in bronzo, del peso di circa 30 kg., dalluso probabilmente simile allattuale boomerang australiano, ma che secondo alcune fonti dellepoca aveva doti volatorie scarse. Ancora più tardi, in epoca medievale, Leonardo da Vinci, di passaggio a Cremona, ebbe modo di conoscere il grande Ehstìkatzi, allora giovinetto, e da questi colloqui presero corpo le successive teorie sul volo umano e i famosi progetti delle macchine volanti. Da questo punto in poi, la storia di Campo Gaudio si fonde indissolubilmente con quella del nostro Grande Capo. A questo proposito, è interessante aggiungere che la parola Ehstìkatzi sembra derivare da un vocabolo della lingua Sioux che significherebbe colui che riesce mirabilmente a fare volare qualsiasi cosa. Alcuni esperti però, e fra essi il dott.Lucius Von Minard delluniversità di Magonza, sostengono trattarsi di un termine Apache traducibile come colui che si copre di ridicolo cercando di fare volare qualche ciofega. |
Il Dott. Lucius Von Minard è un emerito ciarlatano, come Lei ben sa, che si limita a copiare i progetti del Grande Capo nell'intento di ottenerne prestazioni migliori, una cosa ASSOLUTAMENTE impossibile, oltre che improbabile e impensabile.
L'unica cosa in cui il sunnominato Dr. è veramente esperto è nella classificazione degli "uccelli paduli", molto diffusi nella zona di Magonza.
Mi stupisce che Lei citi una fonte così poco autorevole, ma a ben pensarci, non è strano visto che presta orecchio alla diceria secondo cui Ehstìkatzi era un giovinetto quando Leonardo Da Vinci chiese di incontrarlo.
Come i più recenti studi hanno confermato Leonardo orecchiò solamente le ricerche compiute dal Grande Capo, che già allora aveva passato la sessantina, sfruttando un materiale tenero basato su un programma complesso contenuto in 120 Gigapapiri di Marcus O'Drela in lingua gaelica e reso facilmente comprensibile dalla traduzione in lingua semiceltica dal veneto Durin Durato.
Basta vedere come, ingenuamente, pensò di poter realizzare il volo umano usando un profilo a Cm negativo in un tuttala senza svergolamento alcuno.