Citazione:
Originalmente inviato da antonio60 Certo "Cesare de Robertis" è esatto non una parola fuoriposto.
Ma se ben noti anche nei miei post preceenti ti davo perfettamente ragione.
Certo con il software originale, e con un uso consapevole delle proprie macchine i rischi si riducono a quasi "0".
Poi con sistemi meno diffusi e con architettura di SO meno vulnerabili si sta "quasi" in una botte di ferro.
Ma le realtà non sono tutte eguali, prendi ad esempio una scuola ..... e non aggiungo altro.
Prendi un qualunque ufficio pubblico dove l'impiegato crede che il PC assegnatoli sia ad uso e consumo personale e ci istalla di tutto e di più.
Prendi qualche grande azienda privata e la poca furbizia di tanto personale di segreteria
Prendi un periodo di crisi come questo e la non pssibilità in tanti studi privati di acquistare software originale
Se a questo aggiungi quello che giustamente dici tu sulla facilità di scrivere virus sfruttando le falle di "Winozzz" il gioco è fatto.
Poi quando il parco MAC sarà ampio e i potenziali clienti (di solito già abituati a spendere) abbastanza ci pensernno gli "AntiVirusListi" a prepare il pacchetto.
Anzi qualcuno tra i più famosi già propone il suo "antivirus per mac" e appena Apple comincierà a consigliare l'installzione di qualche antivirus (cosa già fatta qualche tempo fa e poi eliminata dal sito ufficiale di Apple casa madre) il gioco avrà inizio
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D'accordo su tutto, eccetto due cose: il periodo è difficile per tutti, è inutile negarlo. Nel nostro settore, ad esempio, per la prima volta nei miei 17 anni di attività come editore vedo negozi di modellismo che chiudono uno dietro l'altro senza venire rimpiazzati da nuovi esercizi. Gran brutto segno... Ciò non toglie che per chi usa il computer per lavoro, le difficoltà economiche sono - a mio avviso - una giustificazione un po' debole. A Roma negli anni '90 c'era una case editrice che conoscevo bene e che pubblicava diverse cose, soprattutto nell'ambito hi-fi. Le cose non andavano male e i mezzi per comprare un po' di licenze di software non sarebbero certo mancati. Ciononostante, il software "non ufficiale" lì dentro era la regola. Poi un brutto giorno è arrivata la Finanza e oggi quella casa editrice non esiste più.

Che paraculi, eh?

E sì che per chi fa il nostro lavoro, in fondo non è poi che serva tutto 'sto granché! Ad esempio, a parte un po' di utilities di secondaria importanza, il mio "arsenale" è composto da InDesign/Illustrator/Photoshop/Acrobat che tengo sempre legalmente aggiornati all'ultimissima versione, FileMaker e NeoOffice che è free. Praticamente, dato che per la gestione dei nostri database FileMaker va bene anche se non è aggiornatissimo, le nostre spese di software si limitano agli aggiornamenti Adobe, costosi ma necessari. Perché dovrei rischiare? Piuttosto taglio su qualcos'altro, ma non sull'indispensabile.
In molti casi, te lo assicuro, non è un questione di crisi, ma di pitoccheria mista alla solita furbizia all'italiana.
La seconda cosa sulla quale mi trovi scettico è la previsione cassandresca che metti alla fine del tuo intervento. Non è la prima volta che ne sento una, anche ben circostanziata come la tua, ma sta di fatto che fino ad oggi non ne ho mai vista avverarsi mezza. Dici che c'è sempre una prima volta? Vedremo...

Intanto, buonanotte!
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