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Bella vero?
L'autore ha utilizzato ottone per i tralicci e le strutture metalliche (non ti dico che lavoro di taglio, saldatura, verniciatura), cartoncino per l'edificio in muratura del ponte raddrizzatore; per il resto ha usato del plasticard. Solo gli isolatori sono stati acquistati (Roco) e i cavi sono stati recuperati da una vecchia catenaria Jouef.
Da notare il binario di posa del trasformatore.
Dietro c'è anche un attento studio delle sotto-stazioni del sud ovest della Francia, delle quali questa è una fedele riproduzione.
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