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Vecchio 09 luglio 09, 13:17   #10 (permalink)  Top
egicar
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Dico anch'io la mia .
Elyvent, nella sua premessa, accenna gli obiettivi che ognuno ha quando si approccia a questo hobby.
Per me il tutto è nato in modo del tutto casuale: mia figlia e mio genero mi hanno regalato un coassiale RTF per il mio 50° compleanno. Prima di allora, non mi ero mai interessato di modellismo e tantomeno di elimodellismo.
La sera stessa, come è ovvio, l’elicotterino era già rotto (carrello, canopy, traliccio di coda, ecc.) .
Forse a causa (o grazie) dell’immediato fuori servizio della macchinetta, nonché vittima della mia forma mentis, la cosa che più mi ha affascinato è stata la tecnica che questi elicotteri hanno implementato per poter volare e sono stato da subito rapito dal "come sono fatti".
Essendo anche completamente a digiuno di concetti di aeronautica e in particolare di come funziona un’ala rotante, ho cominciato ad informarmi e documentarmi. Quindi il mio approccio è stato da subito tecnico; ho pensato tra l’altro che anche se avessi recuperato tutti i ricambi, se non conosco come funziona questa diavoleria come posso pretendere di farla alzare da terra e controllarne il volo?
Così, innescata la scintilla della curiosità, ho subito rivolto la mia attenzione a modelli più complessi e “da assemblare” (tutti usati). Ho così seguito un percorso più orientato alla tecnica di montaggio, modifica e settaggio, che al pilotaggio, rendendomi conto che quello che il mercato offre come RTF è sempre frutto tra una mediazione qualità/prezzo (quasi sempre a favore del secondo). Questo non significa che tutti gli RTF fanno schifo!
Semplicemente, penso che se uno ha come obiettivo principale acquisire l’abilità di far volare un elicottero, le soluzioni RTF possono apparire la scelta migliore, per iniziare. Però c’è da dire che, proprio perché questa abilità non la si possiede, ai primi tentativi corrisponde sempre un qualche guasto (causato o meno dal pilota provetto) e lì iniziano i problemi: difficoltà ad individuare cosa c’è che non va, documentazione del “pacchetto” scarsa e spesso incomprensibile, ricambi introvabili, materiali scadenti, ecc. ecc. ecc.. La reazione più comune è la delusione e lo scoramento: si ha la sensazione di aver buttato i soldi .
Purtroppo, non c’è modo di prevenire questa cosa, perché spesso l’acquisto di un RTF viene fatto d’istinto o su suggerimento (più o meno corretto) di qualche negoziante e sono pochi quelli che, PRIMA, cercano di informarsi (si vedano i mille thread di questo tono sul forum) .
A mio parere, il percorso “ideale” è: una volta caduti vittime di questa curiosità, NON AVERE FRETTA, documentarsi sulla teoria del volo ad ala rotante, poi cercare qualcuno in zona che già pratichi questo hobby e “estorcergli” le maggiori informazioni possibile, poi vedere bene cosa offre il mercato e darsi un primo orientamento (anche in funzione del proprio budget), tenendo ben presente che spesso quello che si pensa di risparmiare all’acquisto, poi si rischia di spenderlo (magari anche di più) dopo i primi tentativi, propendere per soluzioni da assemblare (saranno più complicate, ma ci mettono in condizioni di conoscere la macchinatta alla perfezione, con tutti i vantaggi del caso), fare le prime esperienze di pilotaggio assieme a chi già sa farlo e/o munirsi di un buon simulatore di volo, NON AVERE FRETTA DI VOLARE .
Tutto ciò vale per chi dispone di risorse “limitate”. E’ ovvio che chi non ha limiti di spesa può procedere come meglio gli pare.
L’hobby del modellismo dinamico in generale, sempre secondo me, non è soltanto saper pilotare un mezzo (volante o meno), ma saperlo anche gestire e conoscere in tutti i suoi aspetti.
Poi ci sono i Professionisti; ma questa è un’altra storia.
Questo è quello che penso io.
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"Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non possono volare" (F. N.)
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