Citazione:
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Originalmente inviato da batman Appunto per quel che dici, della necessità di NON pensare solo a fatti puramente contingenti, come valutare un impatto dei trasporti del 50% del valore REALE del prodotto??????
Chi sarebbe tanto stupido da considerare "normale" un simile valore?
Il problema è DELLO STESSO ORDINE di quelli già analizzati dai fautori dello "sviluppo sostenibile", es. la Gran Bretagna esporta all' anno 60000 tonnellate di carne suina FRESCA e ne importa altrettante, non sarebbe più logico a livello nazionale usare le stesse come consumo interno?
si risparmierebbero i trasporti, l' inquinamento ecc.
Però, con che soldi camperebbero le persone che ricavano da vivere dai trasporti?
E, facendo così, non si tarpano le ali all' iniziativa dei singoli (se cerco di avere il massimo profitto e mi è + conveniente comperare la carne all' estero, trasporto incluso, chi mi obbliga a comperarla in situ?
Perchè tra 10 economisti non ve ne sono 2 con idee comparabili???? |
Spero di poter dire la mia su quest'argomento.
Credo che i problemi qui in Italia siano moltissimi dal punto di vista economico ed organizzativo. Sono d'accordo anche con il fatto che l'italiano non è stato lungimirante da decenni, e quindi si è un pò costruito con la propria ingoranza i problemi che vediamo oggi. Il problema energetico è il primo. Noi italiani paghiamo di più per l'energia, perchè abbiamo detto no al nucleare, pur correndo gli stessi rischi dei francesi e tedeschi, ma l'unico risultato appunto non è che siamo più puliti di loro ma che paghiamo l'energia il doppio di loro. Questo fa crescere anche il prezzo dei combustibili fossili, e delle tasse ad essi associate. La nostra ignoranza
in economia ci ha procurato tutto questo. Il nostro inseguimento di ideali e la nosta mancanza di concretezza lo ha permesso. I sindacati che chiedono stipendi più alti per i lavoratori senza chiedersi se il prodotto delle aziende sia competitivo per qualità e costo.
Diciamo che ho 100 operai che costruiscono scarpe, se li pago 800 ciascuno in media, riesco a restare a galla vendendo queste scarpe a 30 al paio in media. La richiesta della nostra scarpa a questo punto è media.
Se sono costretto a pagare i dipendenti 1200 aumentano tutte le tasse associate, e devo vendere quel paio di scarpe a 60 per avere un margine.
Non sono ho aumentato il prezzo, ma allo stesso tempo ho dimezzato la richiesta. Non parliamo di scarpe Valleverde. Ma di scarpe marca pinco-pallo.
Risultato? dopo pochi anni, l'azienda è in rosso, sono costretto a licenziare, mettere in cassa integrazione e quant'altro, meglio fallire e chiudere bottega. Non è meglio un'azienda florida e stipendi da 800 al mese?
Se l'azienda cresce, dura nel tempo, aumenta il prestigio del marchio, e la richiesta, quindi potrò aumentare gli stipendi, ma cosa è nato prima l'uovo o la gallina?
Questi sono problemi di fondo che purtroppo l'operaio medio non arriva a comprendere, preferiscono fare sciopero e sventolare una bandiera .