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Originalmente inviato da fox24mdm si vabbè quello delle scorte a magazzino come tanti altri aspetti della produizione/distribuzione sono problemi conosciuti e studiati dalla rivulozione industriale! studiati proprio per OTTIMIZZARE questi processi, solo per il problema "dell'assortimento" esisteno molti metodi matematici oltre che software molto efficaci, per fare ad esempio l'analisi dei flusso di prodotti per effettuare un'assortimento ponderato che minimizzi le scorte a magazzino proprio perchè come capitale immobilizzato è un COSTO.
in giappone inventavano il just in time quando noi riempivamo i magazzini inseguendo un'assurdo filosofia push malformazione di una bacata e obsoleta logica di mercato consumistica.
se la grande filiera produttiva si pone il problema di ottimizzare questo come molti altri parametri che riguardano la produzione non capisco perchè la rete di distrubizione non si debba porre lo stesso problema?!?!
tutti questi costi conseguenza di una gestione lasciata al caso non sono giustificati e si riperquotono esclusivamente sul cliente finale!!!
l'idenbolimento del nostro potere d'acquisto fra l'altro dipende anche dal fatto che il prezzo non è fissato dal limite tecnoloigico! ma diventa una sommatoria di inefficenze dalla culla alla tomba...
concordo in pieno che la maggior parte dei costi che ci riguardano non sono giustificati!
in un sistema a risorse fortemente limitate non c'è spazio per sistemi non ottimizzati questo non dovrebbe saperlo solo un ricercatore o un'economista ma dovrebbero saperlo tutti!
il problema è che noi italiani ci portiamo dietro un'atteggiamento tutto nostro che ci fà preoccupare solo dei problemi che ci sembrano estremamente contingenti! senza un'occhio critico che sappia analizzare i problemi nell'orizzonte che li riguarda.
pensiamo perchè io piccolo commerciante dovrei spendere tempo e denaro per ottimizzare il mio sistema che ha sempre funzionato?!? pensiamo perchè io complesso statale dovrei investire in ricerca e sviluppo quando il mio sistema ha superato il dopoguerra?!?!
il problema non è solo non ottimizzare! è fermarsi in un punto annichilendo la nostra capacità di progredire!
scusate lo sfogo  |
Appunto per quel che dici, della necessità di NON pensare solo a fatti puramente contingenti, come valutare un impatto dei trasporti del 50% del valore REALE del prodotto??????
Chi sarebbe tanto stupido da considerare "normale" un simile valore?
Il problema è DELLO STESSO ORDINE di quelli già analizzati dai fautori dello "sviluppo sostenibile", es. la Gran Bretagna esporta all' anno 60000 tonnellate di carne suina FRESCA e ne importa altrettante, non sarebbe più logico a livello nazionale usare le stesse come consumo interno?
si risparmierebbero i trasporti, l' inquinamento ecc.
Però, con che soldi camperebbero le persone che ricavano da vivere dai trasporti?
E, facendo così, non si tarpano le ali all' iniziativa dei singoli (se cerco di avere il massimo profitto e mi è + conveniente comperare la carne all' estero, trasporto incluso, chi mi obbliga a comperarla
in situ?
Perchè tra 10 economisti non ve ne sono 2 con idee comparabili????