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Data registr.: 14-04-2005 Residenza: Verona
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C'è un' articolo, che non riesco a trovare, riuardante il "fiume d'aria"..era molto interessante. Sergio sa sicuramente di cosa parlo.
Se vi accontentate c'è questa cosa che ho scritto qualche mese fa per una rivista non-modellistica, in unione ad un'altro articolo divulgativo sulla categoria (devo ancora inviarli).
Emozioni su una termica. Tutti su, ultimo che atterra.
Sento il mio nome e so che è ora di andare in campo.
Parte la check list mentale:
Accendo prima la trasmittente e poi la ricevente,
Controllo alettoni ok, direzionale ok, timone di profondità ok.
Preset per il lancio ok, preset per la termica ok, freni di atterraggio ok.
Sono trascorsi 10 secondi.
Entro in campo chiamando un cronometrista, penso che oggi c'è il sole ed una leggera brezzolina: la giornata ideale per volare.
Parte il conteggio, ho trenta secondi prima che parta la prova, il "tempo operativo" in gergo.
Guardo dappertutto intorno a me, cerco un segno qualsiasi, un qualsiasi indicatore del fatto che intorno a me c'è una massa d'aria riscaldata dal sole che si sta muovendo verso l'alto.
Sono bolle, termiche per gli amici.
Sono masse d'aria che si riscaldano per effetto del sole e raggiunta una temperatura più alta dell'aria che le circonda si staccano dal suolo e salgono.
Non si possono vedere, ma si vedono i loro effetti: un'improvvisa folata di vento, il vento che cambia direzione, le rondini che vorticano come delle pazze per mangiare gli insetti risucchiati dalla termica, un rapace che passa senza battere le ali.
Sono ancora li che aspetto che parta il tempo e tutti questi pensieri mi corrono veloci nella testa.
Devo applicare alla svelta tutti i trucchi dello "sniffer", il cercatore di termiche.
Eccolo! la manica a vento ha fatto qulache sbuffo di qua e di là prima di puntare decisamente in una nuova direzione. Bene. Ora sento anche un colpo di aria calda. Mancano 5 secondi al via e so dove ho una termica.
Guardo la manica a vento giusto due secondi e mi giro dall'altra parte. Non voglio di certo che gli altri capiscano dove ho intenzione di andare a prendere il mio ascensore verso il cielo.
Eh si, se non trovi una termica subito dopo il lancio, sei destinato ad atterrare entro pochissimo tempo. Dalla mia quota di lancio di 45m, con un pilotaggio pulitissimo, senza termiche ho 1 minuto e mezzo al massimo.
La prova che sto facendo adesso prevede invece di lanciare tutti in contemporanea e cercare di volare il più a lungo possibile, fino ad un massimo di 3 minuti. Sembrano pochi, ma quando stai cercando uno sbuffo, un refolo, qualsiasi cosa che ti faccia salire....sono un'eternità. Soprattutto se hai bucato delle termiche prima e ora sei a 20metri di quota, pronto all'atterraggio e gli altri su in alto, con i 3 minuti in tasca.
Ma non è il mio caso adesso.
Credo di sapere dove andare, e sta partendo il tempo, ho tre secondi per lanciare una volta scattato il via.
Perfetto, il modello sale bene con una rampa a 75/80°. Non il mio lancio migliore ma un buon lancio.
Osservo che abbiamo lanciato tutti nella stessa direzione, controvento per sfruttare tutta la spinta ascensionale. Ma prima di perdere tutta la velocità del lancio gioco la mia carta. So dove andare. Mezzo giro della morte e poi mezzo tonneaux per rimettere l'aliante diritto. Con questa manovra mi sono giocato un paio di metri di quota, ma vale la pena rischaire per una termica.
Il mio cronometrista/helper rimane stupito, non ha capito perchè non sto andando dove vanno tutti. Anche "quelli bravi".
Sto rischiando, e incrocio le dita.
Passano lunghi secondi e non succede nulla.
L'aliante plana tranquillo in sottovento e non da alcun segno.
Cazz...stai a vedere che mi son fatto fregare! E invece no...si alza leggermente la semiala sinistra poi la coda trema leggermente e si alza...tutto l'aereo mi indica che sta passando in una termica.
Giù i flap a rallentare e dentro di alettoni a sinistra, tutto timone sempre a sinistra e sono a spirale.
La stronza tira parecchio, in mezzo giro guadagno un metro ma mi sto inclinando troppo.
Via allora con i comandi incrociati. Tutto timone a tenere l'aliante in spirale, un pizzico di cabra per non farlo accelerare troppo e alettoni verso l'esterno della virata a "spianare". Devo tenere le ali lvellate per sfruttare anche l'ultimo soffio d'aria che sale.
Sono dentro, l'ho centrata bene e salgo deciso, non troppo pulito ma deciso.
Sto rallentando troppo e devo togliere un po' di cabra, ma sto salendo e salgo sempre di più.
Non vedo nessuno intorno a me e mi giro un microsecondo a per vedere dove sono, ma non vedo nessuno. Chiedo all'helper e mi risponde di stare tranquillo. Sono tutti più bassi di me e qualcuno è già atterrato. Bene, ora sto sorridendo, ma manca ancora un minuto e mezzo alla fine della prova, niente è già scritto. Sono alto e in quota di sicurezza...ma non si sa mai.
Ora comincio a sentire commenti.
"ma dove l'ha presa?" "ma è andato dietro?" ecc.
Buon segno. Sono tutti a terra e manca meno di un minuto.
Ogni secondo in più che passa sono punti in più per me e in meno per loro.
Inizio a rientrare in campo. Le termiche viaggiano NEL vento e vengono scarrocciate lontano dal campo.
In questo momento sono a circa 300 metri dal campo, ad un'altezza di 250.
Se si alzasse un raffica di vento adesso sarebbe difficile ma non impossibile rientrare per l'atterraggio.
Mi avvicino in picchiata a 35/40° verso il campo guadagnando velocità...e finalmente quando ho la certezza di aver completato la prova mi lascio andare ada un looping e poi ad un victory roll.
Tiro fuori i freni e atterro delicatamente in mano stando ben lontano dai bordi del campo.
So di avere le mani che tremano per l'adrenalina e se mi sfuggisse il modello fuori dal campo annullerei il risultato.
Appoggio il modello a terra e cerco di calmarmi. A breve dovrò prendere un'altra termica.
E' romanzato, ma è successo realmente quest'anno.
Una delle mie prove che ricordo con più orgoglio.
Finale di Trofeo Italia a Parma.
Piazzamento finale V° posto.
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