Allora...cominciamo a mettere insieme le idee....
Una premessa :personalmente vorrei che questa discussione fosse un qualcosa di positivo e propositivo dove poter evitare discussioni inutili e polemiche che sono sempre deleterie e dove ci si rispetti e si rispetti le idee e la conoscenza degli altri qualunque esse siano......sono graditi gli interventi di tutti....di chi disegna, di chi ne sa di piu' di me sulla progettazione nautica e di chi semplicemente le pilota....
Per semplicità divido la discussione in due blocchi:
Il primo è quello dimensionale....peso, larghezza, velatura
Il secondo è quello su cui vado meglio....la parte dinamica e "portante"....dunque stabilità, timoni, derive e tutto il resto...
A)perchè un tri piuttosto che un cat....
I monoscafi convenzionali hanno il bulbo che garantisce la stabilità ed evita la scuffia...
I multiscafi affidano la stabilità al loro peso e larghezza....
Quando la barca sbanda uno degli scafi funge da perno attorno al quale ruotano gli altri che generano un momento stabilizzante opposto a quello generato dalle vele.
A parità di peso e larghezza il cat e il tri fornirebbero uno stesso momento stabilizzante (evito di mettere calcoli) e dunque la stabilità non conta...
Di fatto secondo me la comodità del tri risiede essenzialmente nel fatto di avere uno scafo centrale che nel nostro caso ci consente l'alloggiamento in maniera comoda di tutta l'elettronica.
Poi il secondo motivo è di carattere estetico....ma questo non conta perchè sono gusti....

Ok...un multiscafo....ma di che dimensioni??
Beh...dopo aver messo in acqua il mio vor da 1.2 m mi sono pentito perchè a 20 metri di distanza in pratica scompare....e mi sono chiesto...ma perchè non l'hai fatto piu' grande??? allora mi sono riproposto che il prossimo sarebbe stato almeno di 1.5 m...con relativi incrementi di prestazioni e di versatilità anche con acqua mossa...mantenendo comunque i costi limitati sui materiali da usare..
Ora però i multi sono larghi tanto quanto lunghi...dunque questo richiede un qualcosa largo 1.5 m che potrebbe causare problemi nel trasporto....Il problema si risolve facendo la barca completamente smontabile....cioè i tre scafi e i supporti si devono smontare...come si fa?
Beh....basta fissare le traverse di collegamento e gli scafi con delle baionette in C come si fa per gli alianti e poi fissarle con delle viti...se le baionette si fanno tonde queste reggeranno essenzialmente sollecitazioni flessionali mentre le viti lavorando a taglio anche con piccolissimi diametri saranno in grado di resistere senza problemi.....
C)Ma come faccio le traverse???
Escludo a priori il farle con i tubi in carbonio...mi fanno veramente schifo (ma "de gustibus....") ...
dunque bisognerebbe creare un qualcosa piu' bello esteticamente e aerodinamicamente ma altrettanto funzionale dal punto di vista strutturale...inoltre dovrebbe essere fatto in modo da collegare con continuità i due scafi laterali (che si chiamano ama)
Ed ecco la prima soluzione....le traverse si possono fare con un longherone in legno scatolato attorno alla quale si andrà a sagomare dell'estruso..successivamente si mette il tutto in una calza di carbonio e il gioco è fatto....per gli scettici posso dire che ho fatto così il longherone di un mio aereo e la resistenza strutturale è spaventosa anche con pochissimo spessore. ...poi i calcoli strutturali li posso sempre fare....
D) Che peso dovrà avere la barca?? beh una considerazione preliminare....di solito se facciamo lo scafo in scala o quasi con l'originale come per i monoscafi dobbiamo considerare che le vele sono sovradimensionate.....nel senso che la spinta prodotta è superiore a quella che occorre ad arrivare alla velocità massima consentita dalla carena (oltre la quale entrerebbero in planata)....per un tri questo non vale.....perchè in pratica non hanno quel gradino energetico da superare per farlo (p.s. molti libri riportano che per definizione i multiscafi non planano)...dunque piu' vela consiste in piu' spinta e maggiore velocità....
Ora però c'è un problema....la stabilità di un multiscafo dipende dal suo peso...se fisso la dimensione della vela ed ho uno scafo troppo leggero questo accelererà molto velocemente ma se il vento è eccessivo non riuscirò a sfruttare completamente la spinta della vela perchè sarò a rischio scuffia....
Viceversa se avrò un peso eccessivo...con il fatto però che aumentando l'inerzia dello scafo eviterò di beccheggiare troppo con poco vento e acqua mossa...consentendo allo scafo di passare indisturbato attraverso le onde.
Dunque scafo leggero--->maggiori prestazioni con vento leggero e acqua piatta ma penalizzazione con quello forte...
scafo pesante---->minori prestazioni con vento debole ed acqua piatta ma miglor rendimento con vento forte ed acqua mossa.
Inoltre non trascuriamo che il tutto deve galleggiare...e dunque si dovrà avere un volume opportuno a disposizione....
Di fatto opterei per fare le vele riducibili (o terzarolabili) come sugli scafi veri e come ho fatto per il mio vor che consente di avere una superficie velica variabile tra i 0.84 mq e i 0.38...
E poi che gusto c'è a fare un oceanico e non metterlo in acqua mossa?!?!?
Per il peso direi che come si fa di solito la virtù sta nel mezzo....cioè fare uno scafo di peso medio-elevato è la soluzione giusta...sotto tutti i punti di vista.
Direi che per la prima parte è abbastanza e mi posso fermare aspettando le vostre osservazioni a riguardo....
Vi posso aggiungere poi che il peso sarà secondo me fondamentale nella parte successiva della discussione quando si parlerà di stabilizzazione longitudinale...cioè: come evito di fare la catapulta??
Ciao
Francesco