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ahpaolo 21 gennaio 14 12:06

alievo maestro problemi groupner con turnigy
 
Ciao a tutti
Ho cercato di collegare con il cavo alievo maestro due radio, una turnigy (6x? non è la mia e non sono sicuro) e una groupner mx12.

mi serve che la turnigy sia il maestro perchè le riceventi sul modello sono le sue, ma quando attacco il cavo la turnigy non da segno di ricevere nulla, con le stesse impostazioni un'altra radio turnigy funzionava.

Cercando trovo questo

From what I remember the MX16s is one of these transmitters that give a PPM signal with a ridiculously low voltage (about 1V) on the trainer port. Most transmitters won't take that as an input, I've had to make a buffer in the past for someone who wanted to use it as trainee with a Futaba radio.

openrcforums • View topic - Trainer function

siccome l'inglese lo leggo, ma i termini elettronici per me sono cinese, capisco quale può essere la difficoltà ma non capisco la soluzione (anche se mi pare la trovino:unsure:) non è che qualcuno mi sa dire se è possibile risolvere il problema?

Ciao e grazie

Paolo

ahpaolo 16 febbraio 14 13:18

nessuno lo ha mai fatto?

qui ho trovato qualche info
http://users.belgacom.net/TX2TX/tx2t...h/tx2txgb1.htm

e un rimando al capitolo 2.2
qui
http://users.belgacom.net/TX2TX/tx2t...h/tx2txgb2.htm

in particolare questo schema
http://users.belgacom.net/TX2TX/tx2tx/image/fig2-03.gif
è quello che fa al caso mio?

Ciao a tutti

Minestrone 16 febbraio 14 15:25

Che firmware ha la turnigy?

ahpaolo 16 febbraio 14 16:03

ho provato con una con firmware originale e una con firmware craccato,
in teoria con quella con firmware originale avrò dei problemi a mettere d'accordo i canali che sono in ordine differente, con quello modificato invece dovrebbe essere facile risolvere.

Il problema è a monte; la turnigy proprio non "sente" la groupner, che collegata invece ad un pc o anche a delle cuffie fa il suo fischio

romoloman 16 febbraio 14 17:20

Citazione:

Originalmente inviato da ahpaolo (Messaggio 4155374)
ho provato con una con firmware originale e una con firmware craccato,
in teoria con quella con firmware originale avrò dei problemi a mettere d'accordo i canali che sono in ordine differente, con quello modificato invece dovrebbe essere facile risolvere.

Il problema è a monte; la turnigy proprio non "sente" la groupner, che collegata invece ad un pc o anche a delle cuffie fa il suo fischio

E quale sarebbe un firmware craccato per la turnigy ?

ahpaolo 16 febbraio 14 17:53

sono radio di due amici; anzi una era, sostituita con una taranis con cui non abbiamo ancora provato, non saprei dirti il firmware, mi informo e ti dico

cmq ripeto so che con il fw originale cambiare l'ordine dei canali non si poteva fare, ma sono ancora al passo prima collegare le 2 radio, anche con i canali mescolati

losisi 16 febbraio 14 17:55

Citazione:

Originalmente inviato da romoloman (Messaggio 4155455)
E quale sarebbe un firmware craccato per la turnigy ?


ma come quale ? il vostro, no ?

te, Bertrand e compagnia siete una nota banda internazionale di hackers e crakers :P :D

romoloman 16 febbraio 14 18:11

Citazione:

Originalmente inviato da losisi (Messaggio 4155505)
ma come quale ? il vostro, no ?

te, Bertrand e compagnia siete una nota banda internazionale di hackers e crakers :P :D

Forse hackers nella accezione originaria del termine si..
cracker no...

Fra l'altro neanche io sapevo che il termine hacking è in qualche modo legato al modellismo:
Citando wikipedia:

Citazione:

La combinazione tra divertimento creativo ed esplorazioni senza limiti costituirà la base per le future mutazioni del termine hacking. I primi ad auto-qualificarsi "computer hacker" nel campus del MIT negli anni sessanta traevano origine da un gruppo di studenti appassionati di modellismo ferroviario, che negli ultimi anni cinquanta si erano riuniti nel Tech Model Railroad Club. Una ristretta enclave all'interno di quest'ultimo era il comitato Signals and Power (segnali ed elettricità) - gli addetti alla gestione del sistema del circuito elettrico dei trenini del club. Un sistema costituito da un sofisticato assortimento di relè e interruttori analogo a quello che regolava il sistema telefonico del campus. Per gestirlo era sufficiente che un membro del gruppo inviasse semplicemente i vari comandi tramite un telefono collegato al sistema, osservando poi il comportamento dei trenini.

I nuovi ingegneri elettrici responsabili per la costruzione e il mantenimento di tale sistema considerarono lo spirito di simili attività analogo a quello del phone hacking. Adottando il termine hacking, iniziarono così a raffinarne ulteriormente la portata. Dal punto di vista del comitato Signals and Power, usare un relè in meno in un determinato tratto di binari significava poterlo utilizzare per qualche progetto futuro. In maniera sottile, il termine hacking si trasformò da sinonimo di gioco ozioso, a un gioco in grado di migliorare le prestazioni o l'efficienza complessiva del sistema ferroviario del club. Quanto prima i membri di quel comitato cominciarono a indicare con orgoglio l'attività di ricostruzione e miglioramento del circuito per il funzionamento delle rotaie con il termine "hacking", mentre "hacker" erano quanti si dedicavano a tali attività.

Considerata la loro affinità per i sistemi elettronici sofisticati - per non parlare della tradizionale avversione degli studenti del MIT verso porte chiuse e divieti d'ingresso - non ci volle molto prima che gli hacker mettessero le mani su una macchina appena arrivata al campus. Noto come TX-0, si trattava di uno dei primi modelli di computer lanciati sul mercato. Sul finire degli anni cinquanta, l'intero comitato Signals and Power era emigrato in massa nella sala di controllo del TX-0, portandosi dietro lo stesso spirito di gioco creativo. Il vasto reame della programmazione informatica avrebbe portato a un ulteriore mutamento etimologico. "To hack" non indicava più l'attività di saldare circuiti dalle strane sembianze, bensì quella di comporre insieme vari programmi, con poco rispetto per quei metodi o procedure usati nella scrittura del software "ufficiale". Significava inoltre migliorare l'efficienza e la velocità del software già esistente che tendeva a ingolfare le risorse della macchina. Ed è qui che successivamente si colloca una diversa radice del termine hacker, la forma sostantiva del verbo inglese "to hack" che significa "tagliare", "sfrondare", "sminuzzare", "ridurre", "aprirsi un varco", appunto fra le righe di codice che istruiscono i programmi software. Un hacker era quindi uno che riduceva la complessità e la lunghezza del codice sorgente, con un "hack", appunto, una procedura grossolana ma efficace, che potrebbe essere tradotta in italiano come "zappata" o "accettata" (tagliata con l'accetta) o altrimenti con una "furbata". Rimanendo fedele alla sua radice, il termine indicava anche la realizzazione di programmi aventi l'unico scopo di divertire o di intrattenere l'utente, come "scrivere numeri romani" (cit. Richard Stallman).

ahpaolo 16 febbraio 14 18:39

respect

quindi hacked e non cracked

chiedo scusa

ahpaolo 16 febbraio 14 19:29

era il Er9x


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