BaroneRosso.it - Forum Modellismo

BaroneRosso.it - Forum Modellismo (https://www.baronerosso.it/forum/)
-   Navimodellismo Riproduzioni (https://www.baronerosso.it/forum/navimodellismo-riproduzioni/)
-   -   progetto e realizzazione ex novo (https://www.baronerosso.it/forum/navimodellismo-riproduzioni/283918-progetto-e-realizzazione-ex-novo.html)

alessandroROMA 05 maggio 13 22:13

progetto e realizzazione ex novo
 
5 Allegato/i
Buonasera a tutti, in particolare a:Manuelmodelli, Franave, Marco Iannarelli che mi hanno dato utili consigli.
Propongo una lunga serie di domande che, dopo una cospicua premessa riassumo alla fine di questo post.

Sul programma Rhino sto disegnando uno piroscafo liberamente ispirato ad alcuni modelli del 1800. Delle specifiche ho già parlato quindi non mi dilungo ancora.
Lo scopo è quello di ricavare i disegni per: ordinate, ponti e chiglia da riportare su legno multistrato in modo da poter realizzare il modello scala 1/60 come se fosse una scatola di montaggio.

Per il momento ho tralasciato di perfezionare lo scafo, anche perché si tratta di questioni di fino. Infatti, le ordinate potrebbero già essere definite per quanto riguarda il profilo esterno, cioè quello che permette di incollare il fasciame.
Ho pensato di tagliare le ordinate su multistrato da 4 mm, ognuna di esse avrà in realtà due profili esterni: uno con linea continua e un altro, interno, con linea tratteggiata in modo che quella continua sia quella da seguire per il taglio e quella tratteggiata serva per la rastremazione considerando appunto lo spessore di 4 mm.
Adesso devo stabilire quale sarà il profilo interno in modo che siano organizzati gli spazi. In particolare le ordinate potranno creare il vano già prefissato per batterie (che dovranno essere facilmente rimosse), il motore elettrico, il regolatore di tensione, il ricevitore del telecomando, il servomeccanismo del timone e almeno un verricello per le vele, oltre alle canaline per predisporre i cablaggi.
Per il profilo interno delle ordinate ho quindi bisogno di disegnare questi spazi, ma per disegnare questi ultimi devo sapere che cosa mettere, altrimenti le incognite in quest’equazione diventano troppe e non si conclude nulla. Cioè devo sapere le dimensioni di tutti gli oggetti.

Per far si che in fase di realizzazione non mi trovi di fronte a imprevisti insormontabili, devo conciliare le seguenti necessità: l’imbarcazione deve essere stabile anche con il vento di traverso e quindi, per avere una forte coppia raddrizzante, devo cercare di portare più in basso possibile tutti i pesi, oltre ad appesantire la chiglia; deve avere buona autonomia; deve poter manovrare le vele quindi va lasciato dello spazio per le manovre correnti che passano sotto lo scafo.


Ecco i componenti che avevo scelto io per l’allestimento interno.

Avevo pensato di mettere un motore a spazzole indeciso fra questi modelli: Speed 600, speed 480, speed 400, speed 320 0 300 della Graupner.

Speed 600
Operating voltage range 3,6...8,4 V
85 A
Diameter 35,8 mm
Free shaft length 8,7 mm
Case length 57 mm
All-up weight, approx. 235 g
Maximum efficiency 69 %
No-load current drain (A) 2 A
Charging rate at max. efficiency 12 A
Permissible motor direction R und L
No-load speed 18200 U/min
Nominal voltage 7,2 V
Shaft diameter 3,17 mm

Speed 400
Operating voltage range 3,6...8,4 V
21 A
Diameter 27,7 mm
Free shaft length 13,8 mm
Case length 37,8 mm
All-up weight, approx. 73 g
Maximum efficiency 72 %
No-load current drain (A) 0,5 A
Charging rate at max. efficiency 3,3 A
Permissible motor direction R und L
No-load speed 16400 U/min
Nominal voltage 7,2 V
Shaft diameter 2,3 mm

Speed 480
Operating voltage range 7,4...9,6 V
31 A
Diameter 29,3 mm
Free shaft length 14 mm
Case length 47,3 mm
All-up weight, approx. 105 g
Maximum efficiency 82 %
No-load current drain (A) 1,1 A
Charging rate at max. efficiency 5 A
Permissible motor direction R
No-load speed 17000 U/min
Nominal voltage 7,2 V
Shaft diameter 3,17 mm


Speed 320
Operating voltage range 6...8,4 V
12 A
Diameter 15,5/20,5 mm
Free shaft length 8 mm
Case length 32 mm
All-up weight, approx. 32 g
Maximum efficiency 57 %
No-load current drain (A) 0,3 A
Charging rate at max. efficiency 2 A
Permissible motor direction R und L
No-load speed 21000 U/min
Nominal voltage 7,2 V
Shaft diameter 2 mm

Speed 300
Operating voltage range 6...8,4 V
8,3 A
Diameter 24,4 mm
Free shaft length 12 mm
Case length 30,8 mm
All-up weight, approx. 50 g
Maximum efficiency 67 %
No-load current drain (A) 0,36 A
Charging rate at max. efficiency 1,41 A
Permissible motor direction R und L
No-load speed 12400 U/min
Nominal voltage 7,2 V
Shaft diameter 2 mm

Gli ultimi quattro mi sembrano ottimali dal punto di vista delle dimensioni (ma anche al 600 gli trovo una buona collocazione) e di assorbimento. A proposito! Una domanda, qual è fra i parametri sopraindicati l’assorbimento elettrico a vuoto, io ho preso in considerazione il “No-load current drain (A)” ma forse mi sbaglio. In tal caso effettivamente lo speed 600 con i suo 2 A, mi fa durare molto meno le batterie.

Con il modello speed 600 che è il più grande posso comunque collocare il motore in asse con l’elica da 40 mm, senza necessità di inclinarla verso il basso e senza necessità di giunti cardanici. Il motore in basso va bene per la stabilità ma presenta due problemi, indebolisce l’ordinata se capita in corrispondenza di essa e va messo distante dall’elica perché nella parte finale non ha spazio disponibile.
Volevo sapere se questi modelli sono validi in termini d giri e di potenza per la grandezza dell’imbarcazione.

Per l’albero di trasmissione penso di realizzarlo da solo come ho già fatto per la prima nave, in modo da non essere vincolato alle dimensioni commerciali. L’unica incognita di questo aspetto è sul giunto, non so se esistano giunti che possono unire alberi di diametro diverso.

Per le batterie ho optato per due batterie al piombo (precisamente sarebbe meglio dire AGM) da 6 volt, capaci di 4 Ah ognuna, dalle seguenti dimensioni: 70 mm x 50mm x 110 mm. Le posso collegare in parallelo oppure separare l’alimentazione per il comando delle vele da quella per il comando motore e timone.
Alimentandolo a 6 volt il motore andrebbe più lento rispetto ai giri nominali.
Queste batterie sono facilmente reperibili, per me è più facile ricaricarle, sono economiche.
Nel disegno sono rappresentati tre parallelepipedi: quello di colore ciano rappresenta lo spazio disponibile se messe sul lato corto ad una data altezza che non può essere ulteriormente abbassata, quelli di colore verde rappresentano gli spazi disponibili per le batterie posizionate sul lato medio a due differenti altezze, logicamente quella più in basso è più limitata.
In alternativa posso scegliere di posizionarne una sola.

qui vorrei inserire delle immagini ma non so come fare, le metto come allegati a questo post, spero di fare bene.

Il variatore che ho scelto è questo: GRA2880, della Graupner, variatore navale V30R 30 Ah con retromarcia e ha le seguenti dimensioni e caratteristiche:
Voltaggio operativo 6 ... 12 V
Celle NiCd, NiMH: 5 – 10
Celle Pb: 3 – 6
Massima corrente : 30 Ah
Max corrente reverse: 20 Ah
Temperature cut-off: -
EMF brake
Reverse mode : Si
Power-on signal suppression: yes
Pulse frequency approx. 800 Hz
BEC: 5 V / peak 5 A
Dimensioni 69x31x11mm
Peso 65 g
Tipo di connettore JST

A questo punto vorrei sapere se il variatore è compatibile in termini di amperaggio con tutti i motori sopraelencati.

Il servomeccanismo del timone potrebbe essere fra questi, ma non penso che ci sia bisogno di nulla di particolare.
SERVO HS430BH 7,4v 5Kg 0,14s
Caratteristiche :
Tipo Servo Standard
Alimentazione 6,0V - 7,4V (2S LiPo)
Applicazione Aereo Generale
Coppia a 6,0V 4.1 Kg/cm
Coppia a 7,4V 5 Kg/cm
Velocità a 6,0V 0.16 Sec/60 grd
Velocità a 7,4V 0.15 Sec/60 grd
Ingranaggi Nylon
Numero Cuscinetti 1
Programmabile No
Tipo Motore Cored
Dimensioni 40,6x19,8x36,6 mm
Peso 45 Grammi

Oppure qualche altro prodotto molto simile. Logicamente dove non c’è particolare necessità opto sempre per i prodotti più economici.


La scelta del verricello mi risulta molto più difficile, potrebbe essere questo
Hobbyking S4016D Coreless Digital Titanium Gear Servo, high voltage 6v~7.2v with alloy heatsink casing.
Specifications:
Weight: 56g
Direction: Clockwise/pulse travelling 1000~2000us
Dimensions: 40.2 x 20.1 x 38.8mm
Operating Voltage: 6v~7.2v
Torque: 18.5kg/cm @ 6v, 21.8kg/cm @ 7.2v
Speed (sec/60 deg): 0.15 @ 6v, 0.13 @ 7.2v
Motor Type: Coreless
Middle Case: Aluminium Heat Sink
Lead/Plug: JR Type
Dual Ball Bearing
Titanium Alloy Gear

Prodotto ID: S4020DX
ma non so se posizionarne uno solo o magari due. Per ora mi basta che mi diciate quale sia quello idoneo ad una velatura di (randa dell’albero della mezzana: 51867 mm2, controranda della mezzana 16950 mm2; randa della maestra: 35982 mm2, controranda della maestra: 12778 mm2 ; controfiocco: 23982 mm2; fiocco: 19370 mm2, per un totale di 160929 mm2 ,che posso eventualmente ridurre ma non aumentare), poi dovrò studiare dove metterlo e dove far passare i tiranti.
Devo sapere in quale punto collegarlo al boma e in che punto far entrare il cavo nel ponte, perché in quel punto il ponte non sarà amovibile, devo scegliere le dimensioni e le posizioni dei coperchi da aprire sul ponte (camuffati da ponte stesso) per accedere allo scafo e alle batterie.

Per il telecomando che ne pensate di questo:
Turnigy 9x 9Ch Transmitter
Number of Channnel: 8ch ppm/9ch pcm
Display: 128*64LCD
Support Type: Heli/Acro/Glid
Support user: 8
Stick model: 4
Encoder type: ppm/pcm
Subtrim: Yes
Simulator Interface: Yes
Buzzer: Yes
Low Voltage Show: Yes
Included: Turnigy 9x 9Ch Transmitter
Turnigy RF9X-V2 module
Turnigy 9X8C-V2 8-channel receiver
Prodotto ID: TX-9X-M1

Ricapitolando le domande sono:

L’allestimento con i seguenti prodotti è compatibile:
motore (uno fra questi: Speed 600, speed 480, speed 400, speed 320 0 300 della Graupner)
servocomando (modello SERVO HS430BH 7,4v 5Kg 0,14s, o similari abbastanza economici)
variatore di tensione (regolatore o ESC), modello GRA2880, della Graupner
verricello per le vele, modello Hobbyking S4016D Coreless Digital Titanium Gear Servo,
radiocomando: Turnigy 9x 9Ch Transmitter

Quale di questi motori è meglio per il tipo di modellino in questione: Speed 600, speed 480, speed 400, speed 320 0 300 della Graupner ?

Per vedere l’assorbimento a vuoto quale delle specifiche va presa in considerazione ? E’ la “No-load current drain (A)”, o mi sbaglio?

Per capire qual è il motore più potente è indicativo l’amperaggio espresso sulla seconda linea delle specifiche oppure c’è qualche altro parametro da verificare ?

I giunti possono congiungere alberi di diverso diametro ? Se si, sono giunti particolari molto costosi ?

Quale verricello mi consigliereste per una superfice velica totale di 160929 mm2 cioè 0,16 m2.

Su un modello tra gli 80 e i 100 cm quante ordinate ci sono nelle scatole di montaggio?

Grazie in anticipo per le risposte

alessandroROMA 05 maggio 13 22:26

altri allegati
 
2 Allegato/i
Spero che la lunghezza del post non abbia scoraggiato la lettura. Ve si seccate, leggete solo le domande finali, allego altre immagini.

alessandroROMA 08 settembre 13 20:17

ulteriori sviluppi e domanda
 
5 Allegato/i
Buonasera a tutti.
Aggiungo alcune foto sulle fasi di sviluppo.
Sono in attesa per il taglio laser di nove tavole 350x460 x 4mm, dove sono riportate: la chiglia, le ordinate, il ponte e i profili del timone.
Avrei dovuto aspettare per completare il sistema di paranchi per manovrare le vele con uno o due verricelli, per completare le strutture sopra il ponte, il ponte superiore, chiglia e ordinate delle scialuppe, però sto già perdendo troppo tempo perciò mordevo il freno.

Spero che fra una settimana possa iniziare con il fasciame. Avevo pensato di usare un impregnante per il legno e poi una vernice adatta, vorrei consigli in merito anche con l’indicazione specifica di prodotti. Qualcuno sa che cosa è meglio usare per un modello in legno navigante?

alessandroROMA 08 settembre 13 20:20

allegati
 
5 Allegato/i
altre cinque immagini...

alessandroROMA 08 settembre 13 20:32

allegati
 
5 Allegato/i
...ultimi cinque

claudio v 09 settembre 13 14:55

Ciao,
credo che per la tipologia di domande dei tuoi post, in navimodellismo a vela troverai poche risposte utili. Ti sposto in navimodellismo riproduzioni.
Se poi, a barca iniziata e definita, vuoi fare domande inerenti la sola parte vela con domande specifiche qui probabilmente troverai una aiuto.
Per i verricelli delle vele, fino a circa 50 dm2 di superficie, un verricelo Hitec tipo HS 785 da circa 13 kg/cm di trazione e` sufficiente senza problemi se non si hanno velleita` corsaiole (quindi perfetto nel tuo caso).
Avendo piu` vele da muovere, ne userei almeno uno per le rande e un altro per i fiocchi.
ciao

Mach .99 09 settembre 13 16:57

Infatti mi sfugge il concetto: se ai un piroscafo non hai bisogno di vele, essendo una barca a motore. (Piroscafo vuol dire nave a motore)
Decidi se sarà una barca a motore o a vela, mi pare basilare come punto di inizio.

dooling 09 settembre 13 18:32

Citazione:

Originalmente inviato da Mach .99 (Messaggio 3935820)
Infatti mi sfugge il concetto: se ai un piroscafo non hai bisogno di vele, essendo una barca a motore. (Piroscafo vuol dire nave a motore)
Decidi se sarà una barca a motore o a vela, mi pare basilare come punto di inizio.

Ci sono anche i "motovelieri" :)

franave 09 settembre 13 20:57

Ciao Ale, se sei bravo nel modellismo cosi' come lo sei nel cad allora non vedo l'ora di vederlo realizzato! Il progetto e' davvero interessante e curioso.
Provo a risponderti qui a qualche tua domanda in modo tale che se scrivo inesattezze di sicuro mi correggeranno:
1)Per il servo sei ok, uno standard qualsiasi come quello che hai scelto da 6kg e' sufficiente. Per il verricello ti ha risposto il piu' che competente Claudio.
2)La radio e' ok, scegli bene se mode 1 o 2 in base alle tue prefrenze.
3)Anche con l'esc sei a posto. L'ho avuto uguale (poi passato a pierpi), devi solo cambiare i connettori che fanno pena. E' anche waterproof!
4)Il motore dovrebbe andare bene, considerando che e' una semiriproduzione e non un missile da corsa. L'assorbimento a vuoto e' quello che hai visto (nel tuo caso 2A). Se le dimensioni (mi pare di aver capito tra gli 80 e i 100 cm) ma sopratutto il peso e' rilevante, puoi prenderne anche qualcuno piu' grande visto il costo basso.
5)Per il giunto la risposta e' si, non sono particolari, neanche tanto costosi. A titolo di esempio puoi dare uno sguardo qui per renderti conto di quanti modelli ce ne sono: Modular Boat propshaft Couplings from Cornwall Model Boats
6)Per il numero di ordinate penso che piu' sia complesso e preciso il modello, piu' ordinate ci sono. Ma attendi altre risposte.
Ciao e buon lavoro. :wink:
Francesco

alessandroROMA 09 settembre 13 22:06

Citazione:

Originalmente inviato da Mach .99 (Messaggio 3935820)
Infatti mi sfugge il concetto: se ai un piroscafo non hai bisogno di vele, essendo una barca a motore. (Piroscafo vuol dire nave a motore)
Decidi se sarà una barca a motore o a vela, mi pare basilare come punto di inizio.

Lungi da me fare il saccente, ma per un certo periodo il vapore, (quindi il termine piroscafo, e non vuol dire nave a motore), e le vele hanno convissuto. Dopo aver abbandonato le ruote ritenute meno prestanti dell’elica, confronto definitamente consacrato dalle prove fra l’Alecto e la Rattler, della marina del Regno Unito, nel 19° secolo era possibile vedere navi mercantili e da guerra con fumaiolo e attrezzatura velica completa di vario tipo: golette, navi, brigantini, brigantini goletta ecc. ecc. Nella seconda metà del 1800 i piroscafi a vapore con attrezzatura velica erano la norma. Ci sarebbe da scrivere molto più e con molti più dettagli ma credo sia inutile. Voglio precisare però che nel 1861 una ventina di cannoniere americane della classe Unadilla, venivano varate dopo una veloce costruzione; erano tutti piroscafi ad elica, con armature veliche a due alberi, perlopiù a goletta ma anche a brigantino goletta. Ecco, io mi sono ispirato liberamente (senza pretesa di volerle copiare anche perché non ho nulla per farlo purtroppo) a quei piroscafi.

alessandroROMA 09 settembre 13 22:09

Citazione:

Originalmente inviato da claudio v (Messaggio 3935667)
Ciao,
credo che per la tipologia di domande dei tuoi post, in navimodellismo a vela troverai poche risposte utili. Ti sposto in navimodellismo riproduzioni.
Se poi, a barca iniziata e definita, vuoi fare domande inerenti la sola parte vela con domande specifiche qui probabilmente troverai una aiuto.
Per i verricelli delle vele, fino a circa 50 dm2 di superficie, un verricelo Hitec tipo HS 785 da circa 13 kg/cm di trazione e` sufficiente senza problemi se non si hanno velleita` corsaiole (quindi perfetto nel tuo caso).
Avendo piu` vele da muovere, ne userei almeno uno per le rande e un altro per i fiocchi.
ciao

Grazie innanzitutto per la risposta, spostami pure, anche perché nella prima domanda non ebbi alcuna risposta, probabilmente perché era formulata male, o troppo lunga o “postata” nella sezione sbagliata. Chiedo venia ma a differenza di utenti esperti di questo forum commetto molti errori. Pensa che non sapevo nemmeno dell’esistenza di giunti con grani. Ho chiesto e qualcuno che non si è sentito troppo in alto mi ha risposto chiarendomi molto le idee in merito. Purtroppo prima di informarmi, (grazie anche ad utenti preparatissimi di questo forum che però preferiscono scrivere in PM, chissà perché) non sapevo dell’esistenza di molti arnesi già pronti per il modellismo e d’altro canto constatavo che molte cose che pensavo esistessero non sono mai state prodotte. Ho fatto domande che oggi riconosco come banali ma non mi vergogno mai di chiedere.
Alla luce di quanto detto spero di non seccarti se ti chiedo ancora qualcosa.
L’uso di due verricelli è perentorio o è solo consigliabile ? Te lo chiedo perché vorrei usare un solo verricello. Sia per motivi di progetto già fatto sia per comodità di comando. Non mi dilungo sui dettagli delle motivazioni che sono lungi e noiosi.
PS La superfice velica totale è 144555 mm2 meno di 15 dm2

alessandroROMA 09 settembre 13 22:54

Citazione:

Originalmente inviato da franave (Messaggio 3936236)
Ciao Ale, se sei bravo nel modellismo cosi' come lo sei nel cad allora non vedo l'ora di vederlo realizzato! Il progetto e' davvero interessante e curioso.
Provo a risponderti qui a qualche tua domanda in modo tale che se scrivo inesattezze di sicuro mi correggeranno:
1)Per il servo sei ok, uno standard qualsiasi come quello che hai scelto da 6kg e' sufficiente. Per il verricello ti ha risposto il piu' che competente Claudio.
2)La radio e' ok, scegli bene se mode 1 o 2 in base alle tue prefrenze.
3)Anche con l'esc sei a posto. L'ho avuto uguale (poi passato a pierpi), devi solo cambiare i connettori che fanno pena. E' anche waterproof!
4)Il motore dovrebbe andare bene, considerando che e' una semiriproduzione e non un missile da corsa. L'assorbimento a vuoto e' quello che hai visto (nel tuo caso 2A). Se le dimensioni (mi pare di aver capito tra gli 80 e i 100 cm) ma sopratutto il peso e' rilevante, puoi prenderne anche qualcuno piu' grande visto il costo basso.
5)Per il giunto la risposta e' si, non sono particolari, neanche tanto costosi. A titolo di esempio puoi dare uno sguardo qui per renderti conto di quanti modelli ce ne sono: Modular Boat propshaft Couplings from Cornwall Model Boats
6)Per il numero di ordinate penso che piu' sia complesso e preciso il modello, piu' ordinate ci sono. Ma attendi altre risposte.
Ciao e buon lavoro. :wink:
Francesco

Ciao Franave, piacere di risentirti.
Un saluto sul forum anche a Dooling che mi ha fornito utilissime indicazioni.

Grazie per le indicazioni, se ti interessa ti fornisco alcune dimensioni. Per il giunto ho già provveduto.
Il piroscafo goletta è lungo (fuori tutto): 1090 mm.
misurata sul ponte la lunghezza è di 905 mm
è largo: 163 mm circa

Appena disegno il sistema di pulegge, con due ipotesi, te lo posso far vedere in modo da aver un tuo parere sulla fattibilità?


Grazie per gli apprezzamenti, ma sono immeritati, non sono pienamente soddisfatto del progetto, come circostanza attenuante posso solo dire che il programma software non lo avevo mai usato prima, e se dovessi iniziare oggi lo farei meglio.
Un grosso rammarico è che per produrre subito le tavole per il taglio mi sono accontentato di una scafo che presenta alcune anomalie sebbene sostanzialmente congruente, per esempio non sono riuscito ancora a chiudere i volumi e perciò non posso ottenere in maniera semplice e automatica (come è in grado di fare questo software) utili punti e cifre nautiche per la successiva disposizione dei pesi o altro.

Comunque spero di realizzare un buon modello benché non ci sia quasi nulla per capire come erano disposti i particolari del ponte su questo tipo di navi. Ho solo qualche immagine di vecchi dipinti sempre di vista laterale. E’ incredibile ma non ci sono nemmeno scatole di montaggio. Quello che si avvicina di più sono piroscafi a ruote.
Ho scelto una tipologia e un periodo sfavorevoli per la realizzazione autonoma. E pensare che per altri periodi ci sono particolari a non finire.
Logicamente spero di essere smentito, magari esce qualcuno con disegni o immagini dettagliate di un piroscafo a vapore (compreso il ponte) della seconda metà del 1800, (non le corazzate) con propulsione ad elica; va bene qualsiasi attrezzatura velica.

Mach .99 10 settembre 13 00:47

Citazione:

Originalmente inviato da alessandroROMA (Messaggio 3936409)
Lungi da me fare il saccente, ma per un certo periodo il vapore, (quindi il termine piroscafo, e non vuol dire nave a motore), e le vele hanno convissuto. Dopo aver abbandonato le ruote ritenute meno prestanti dell’elica, confronto definitamente consacrato dalle prove fra l’Alecto e la Rattler, della marina del Regno Unito, nel 19° secolo era possibile vedere navi mercantili e da guerra con fumaiolo e attrezzatura velica completa di vario tipo: golette, navi, brigantini, brigantini goletta ecc. ecc. Nella seconda metà del 1800 i piroscafi a vapore con attrezzatura velica erano la norma. Ci sarebbe da scrivere molto più e con molti più dettagli ma credo sia inutile. Voglio precisare però che nel 1861 una ventina di cannoniere americane della classe Unadilla, venivano varate dopo una veloce costruzione; erano tutti piroscafi ad elica, con armature veliche a due alberi, perlopiù a goletta ma anche a brigantino goletta. Ecco, io mi sono ispirato liberamente (senza pretesa di volerle copiare anche perché non ho nulla per farlo purtroppo) a quei piroscafi.

Era solo per chiarire :wink:

alessandroROMA 10 settembre 13 01:19

Citazione:

Originalmente inviato da Mach .99 (Messaggio 3936662)
Era solo per chiarire :wink:

Beh se è chiaro, allora posso abbinare una propulsione ad elica con le vele nello stesso modello di piroscafo?
La mia domanda sui verricelli e sul motore era plausibile per lo stesso modello, o devo scegliere fra i due escludendone uno ?
Ho sorpassato il basilare punto d'inizio scegliendo un piroscafo con vele?

Mach .99 10 settembre 13 09:52

No no va bene, di sicuro sarà esistito qualcosa del genere.

Dei motori elencati io non ne sceglierei nemmeno uno, è tutta roba che fa un sacco di giri, e su questo tipo di barche non lo vedo troppo appropriato.

Penso ci voglia qualcosa di lento che giri un'elica grossotta.

claudio v 10 settembre 13 14:18

Citazione:

Originalmente inviato da alessandroROMA (Messaggio 3936424)
Grazie innanzitutto per la risposta, spostami pure, anche perché nella prima domanda non ebbi alcuna risposta, probabilmente perché era formulata male, o troppo lunga o “postata” nella sezione sbagliata. C.....
.........................
L’uso di due verricelli è perentorio o è solo consigliabile ? Te lo chiedo perché vorrei usare un solo verricello. Sia per motivi di progetto già fatto sia per comodità di comando. Non mi dilungo sui dettagli delle motivazioni che sono lungi e noiosi.
PS La superfice velica totale è 144555 mm2 meno di 15 dm2

Direi che hai postato fondamentalmente nella sezione sbagliata (navimodellismo a vela) e non ti ho spostato qui prima perche` nel mese scorso sono stato molto poco presente sul forum e ho cercato di rispondere ai messaggi tecnici... cosi` il tuo post, scivolando verso il basso, mi era sfuggito.
In ogni caso, nessun problema, qui ora troverai piu` suggerimenti per la maggior parte delle domande poste.

per quanto riguarda i verricelli, con quella superficie velica uno e` piu` che sufficiente, anzi, basterebbe anche un servo a braccio, anche di dimensioni ridotte.
15 dm2 e` la superficie di una Footy e basterebbe un servo a braccio da 3 kg.
solo che tui hai piu` vele da controllare e magari vuoi anche far passare di bordo i fiocchi e quindi le cose si complicano.
L'altro problema e` che avrai piu` scotte da muovere e quindi piu` "passaggi/rinvii" che aumentando gli attriti faranno sforzare il servo, quindi probabilmente un verricello potrebbe essere la soluzione migliore.

Non avendo una chiara idea di come tu voglia muovere le vele e s e tu voglia poterle controllare tutte, per ora non saprei cosa dire di piu` specifico. Se vai avanti con il disegno e la costruzione e dettagli un po' di piu` cosa vorrai fare, a quel punto sara` piu` facile dare un consiglio specifico.

Data la stazza del modello finito di alcuni kg e l'esigua superficie velica verrebbe anche da domandarsi se serva effettivamente controllarle o basti fermarle in una posizione piu` o meno neutra perche` il muoverle potrebbe avere uno scopo piu` riproduzionistico che funzionale
Tieni presente che con 20 dm2 di vele una barca a vela da 1kg concepita per navigare a vela si muove bene, ma una da 3 kg non ottimizzata per la navigazione a vela con la stessa superficie di vele non va "molto" a meno di essere in una bufera, cosa che difficilmente accadra` al tuo piroscafo.

Ciao

alessandroROMA 11 settembre 13 00:29

grossi problemi
 
Direi che hai postato fondamentalmente nella sezione sbagliata (navimodellismo a vela) e non ti ho spostato qui prima perche` nel mese scorso sono stato molto poco presente sul forum e ho cercato di rispondere ai messaggi tecnici... cosi` il tuo post, scivolando verso il basso, mi era sfuggito.
In ogni caso, nessun problema, qui ora troverai piu` suggerimenti per la maggior parte delle domande poste.


Grazie! Mi hai salvato il “topic”, con questo spostamento.


Per quanto riguarda i verricelli, con quella superficie velica uno e` piu` che sufficiente, anzi, basterebbe anche un servo a braccio, anche di dimensioni ridotte.
15 dm2 e` la superficie di una Footy e basterebbe un servo a braccio da 3 kg.
solo che tui hai piu` vele da controllare e magari vuoi anche far passare di bordo i fiocchi e quindi le cose si complicano.
L'altro problema e` che avrai piu` scotte da muovere e quindi piu` "passaggi/rinvii" che aumentando gli attriti faranno sforzare il servo, quindi probabilmente un verricello potrebbe essere la soluzione migliore.


Quello che hai scritto mi rincuora.
Le prime domande che avevo "postato" erano vecchie a avevo deciso di prendere una decisione in autonomia, perciò ho tagliato le ordinate in modo che ospitassero solo un verricello.
In effetti avevo ravvivato il “topic” chiedendo solo in merito alla verniciatura.
Anche se non ho esperienza con modelli a vela so che quello che affermi è verissimo, molte volte quello che si guadagna con le leve lo si perde per gli attriti, perciò sto studiando il modo di ridurli al minimo.



Non avendo una chiara idea di come tu voglia muovere le vele e s e tu voglia poterle controllare tutte, per ora non saprei cosa dire di piu` specifico. Se vai avanti con il disegno e la costruzione e dettagli un po' di piu` cosa vorrai fare, a quel punto sara` piu` facile dare un consiglio specifico.



Voglio, anzi vorrei, controllare le rande separatamente e i fiocchi insieme ma senza pretesa di farli passare di bordo (anche se è meno realistico).
Conto di disegnare uno o due sistemi o simulazione per il controllo delle vele dove si vedrà un po’ meglio il verricello e i punti di rinvio, così da poterli sottoporre ai più esperti per un giudizio critico.
Ho seri problemi in questo senso perché visibili dovranno essere solo le manovre “finte”. Quella vera dovrà correre perlopiù sotto il ponte.
Ma è veramente un rebus creare delle aperture (coperchi) sul ponte per ovvi motivi, (non ultimo la movimentazione delle batterie), pur lasciando dei fori fissi per l’inserimento delle manovre correnti vere.
Anche in questo caso, in assenza di risposte, ho deciso di procedere in autonomia disegnando i profili dei ponti nel modo più “flessibile” che mi è riuscito.
Non so se su questo punto sono stato chiaro. Insomma non potevo far passare il buco della manovra proprio sul coperchio a meno di non riannodare tutto ogni volta.


Data la stazza del modello finito di alcuni kg e l'esigua superficie velica verrebbe anche da domandarsi se serva effettivamente controllarle o basti fermarle in una posizione piu` o meno neutra perche` il muoverle potrebbe avere uno scopo piu` riproduzionistico che funzionale
Tieni presente che con 20 dm2 di vele una barca a vela da 1kg concepita per navigare a vela si muove bene, ma una da 3 kg non ottimizzata per la navigazione a vela con la stessa superficie di vele non va "molto" a meno di essere in una bufera, cosa che difficilmente accadra` al tuo piroscafo.


Qui mi hai gettato nello sconforto anzi hai centrato la “santabarbara”. Infatti il mio terrore più grande, (ti ricordo che questo è un progetto sperimentale ex novo che non segue alcuna via già tracciata) è proprio questo.
Per la precisione sono due i crucci, il primo è che si ribalti, ma credo di poterlo risolvere agendo sulla dislocazione dei pesi e alle brutte rinunziando alle controrande.
Il secondo è che la riduzione (che ho già effettuato due volte) del piano velico riduca l’efficacia delle vele fino a renderle pressoché inutili, salvo bufere.

claudio v 11 settembre 13 09:04

Citazione:

Originalmente inviato da alessandroROMA (Messaggio 3938105)
....

Voglio, anzi vorrei, controllare le rande separatamente e i fiocchi insieme ma senza pretesa di farli passare di bordo (anche se è meno realistico).
Conto di disegnare uno o due sistemi o simulazione per il controllo delle vele dove si vedrà un po’ meglio il verricello e i punti di rinvio, così da poterli sottoporre ai più esperti per un giudizio critico.
Ho seri problemi in questo senso perché visibili dovranno essere solo le manovre “finte”. Quella vera dovrà correre perlopiù sotto il ponte.
Ma è veramente un rebus creare delle aperture (coperchi) sul ponte per ovvi motivi, (non ultimo la movimentazione delle batterie), pur lasciando dei fori fissi per l’inserimento delle manovre correnti vere.
Anche in questo caso, in assenza di risposte, ho deciso di procedere in autonomia disegnando i profili dei ponti nel modo più “flessibile” che mi è riuscito.
Non so se su questo punto sono stato chiaro. Insomma non potevo far passare il buco della manovra proprio sul coperchio a meno di non riannodare tutto ogni volta.


Citazione:

Data la stazza del modello finito di alcuni kg e l'esigua superficie velica verrebbe anche da domandarsi se serva effettivamente controllarle o basti fermarle in una posizione piu` o meno neutra perche` il muoverle potrebbe avere uno scopo piu` riproduzionistico che funzionale
Tieni presente che con 20 dm2 di vele una barca a vela da 1kg concepita per navigare a vela si muove bene, ma una da 3 kg non ottimizzata per la navigazione a vela con la stessa superficie di vele non va "molto" a meno di essere in una bufera, cosa che difficilmente accadra` al tuo piroscafo.

Qui mi hai gettato nello sconforto anzi hai centrato la “santabarbara”. Infatti il mio terrore più grande, (ti ricordo che questo è un progetto sperimentale ex novo che non segue alcuna via già tracciata) è proprio questo.
Per la precisione sono due i crucci, il primo è che si ribalti, ma credo di poterlo risolvere agendo sulla dislocazione dei pesi e alle brutte rinunziando alle controrande.
Il secondo è che la riduzione (che ho già effettuato due volte) del piano velico riduca l’efficacia delle vele fino a renderle pressoché inutili, salvo bufere.

Se vuoi comandare le vele separatamente, cioe` le rande separate dai fiocchi non vedo come tu possa farlo con un solo verricello.
il sistema per far passare di bordo i fiocchi senza l'uso di comandi specifici esiste e rende verosimile il funzionamento, ma, naturalmente, penalizza l'efficacia della vela.
Si tratta di far partire la scotta dal ponte da un lato, farla passare attraverso un occhiello nel punto di scotta del fiocco e poi farla andare sull'altro lato del ponte.
Da un lato la scotta e` fissa, dall'altro e` collegata al verricello che lasca e cazza permettendo al fiocco essere regolato, anche se in maniera un po' approssimativa.
Il passaggio di mura del fiocco avviene automaticamente dato che scivola sulla scotta che passa nell'occhiello e quindi il vento provvede a spingerlo da un lato e dall'altro automaticamente.

Come dicevo, pero`, in questo modo il rendimento della vela non e` il massimo cosi` come il controllo della sua forma... pero`, dal punto di vista semi-riproduzionistico offre un compromesso accettabile simulando l'estetica e il funzionamento della vela reale.
Un tale sistema e` adatto sia per il funzionamento dei fiocchi sia delle controrande.
Soluzioni del genere le ho viste ma non le ho mai impiegate perche` a me interessa fare cose che funzionino al meglio e che quindi non sono mai riproduzioni.
Dato che la tua nave avra` dei motori, un peso elevato, basso momento raddrizzante e una superficie velica esigua... il consiglio e` di pensare alle vele solo per l'aspetto estetico e non cercare di farla navigare solo a vela perche` difficilmente funzionera` in maniera soddisfacente.
Pero`, per dire quanto poco sara` efficace la propulsione a vela del tuo piroscafo, sarebbe molto utile sapere il dislocamento finale previsto e le dimensioni overall (lunghezza, larghezza, pescaggio etc) che avrai certamente gia` calcolato ma che, ameno che mi siano sfuggine, non ho trovato nei tuoi post.
Ciao

alessandroROMA 11 settembre 13 18:25

Se vuoi comandare le vele separatamente, cioe` le rande separate dai fiocchi non vedo come tu possa farlo con un solo verricello.

Scusa mi sono espresso male, volevo dire che non intendo lasciare i fiocchi fissi ma comandarli; logicamente con un solo verricello si comanda tutto insieme.
L’idea di rinunciare al comando dei fiocchi me l’ha fatta abbandonare con un giusto consiglio proprio un utente di questo forum in un PM.


il sistema per far passare di bordo i fiocchi senza l'uso di comandi specifici esiste e rende verosimile il funzionamento, ma, naturalmente, penalizza l'efficacia della vela.
Si tratta di far partire la scotta dal ponte da un lato, farla passare attraverso un occhiello nel punto di scotta del fiocco e poi farla andare sull'altro lato del ponte.
Da un lato la scotta e` fissa, dall'altro e` collegata al verricello che lasca e cazza permettendo al fiocco essere regolato, anche se in maniera un po' approssimativa.
Il passaggio di mura del fiocco avviene automaticamente dato che scivola sulla scotta che passa nell'occhiello e quindi il vento provvede a spingerlo da un lato e dall'altro automaticamente.


Sei stato chiarissimo, potresti scrivere vademecum e manuali; in effetti avevo pensato di fare proprio così ma, correggimi se sbaglio, per facilitare il passaggio di mura del controfiocco (intendo quello più alto e più a prora, spero di non aver sbagliato il termine) , dovrei ridisegnare il controfiocco stesso facendolo più stretto (per capirci l’angolo in prossimità dell’occhiello sarebbe “molto ottuso”);

Come dicevo, pero`, in questo modo il rendimento della vela non e` il massimo cosi` come il controllo della sua forma... pero`, dal punto di vista semi-riproduzionistico offre un compromesso accettabile simulando l'estetica e il funzionamento della vela reale.

Il rendimento della vela è ridotto perché non si riesce a mantenerla bene o per un altro motivo?
Comunque il termine “semi-riproduzionistico” mi piace.


Soluzioni del genere le ho viste ma non le ho mai impiegate perche` a me interessa fare cose che funzionino al meglio e che quindi non sono mai riproduzioni.


Comprendo bene.

Dato che la tua nave avra` dei motori, un peso elevato, basso momento raddrizzante e una superficie velica esigua... il consiglio e` di pensare alle vele solo per l'aspetto estetico e non cercare di farla navigare solo a vela perche` difficilmente funzionera` in maniera soddisfacente.

Su questo punto ho seri dubbi anch’io, ma non ho perso definitivamente tutte le speranze.
Non escludo di ridisegnare il piano velico prevedendo un aumento della superfice velica ma senza alzare i picchi. Per fortuna, a differenza delle ordinate e dello scafo, sull’alberatura ho ancora tutte le opzioni aperte e posso comunque sperimentare in fase costruttiva.

Ho pensato di farla navigare perché quando finii la “porcata” che hai visto nei video di youtube, ripeto il link se ti sfugge:
https://www.youtube.com/watch?v=V6nOPxd891M
notai che, nonostante il peso (li veramente incredibile), il volume, la scarsissima superfice velica, fissa e fatta male, in alcuni momenti di vento più consistente cercava timidamente quasi di rispondere alla chiamata.
Mi sono detto pensa se avessi fatto meglio la randa e la potessi comandare. Idea balzana.

In effetti mentre per la parte estetica-riproduttiva mi ispiro liberamente alle cannoniere classe Unadilla del 1861, per la parte velica il mio obiettivo è una navigazione di questo genere, per me sarebbe il massimo.
https://www.youtube.com/watch?v=9fsWjH6Ue7A
Lo so che è diversa la superfice e diverso l’armamento e diverso tutto, ma per me è solo un punto finale per quel che riguarda la velocità e la fluidità dei movimenti.
Purtroppo chiunque naviga a vela, anche con riproduzioni d’epoca non fa a meno di una grossa pinna per la stabilità. A me la pinna sotto la chiglia non piace (a meno che non sia prevista anche nell’originale).

Sul momento raddrizzante non ho potuto fare alcuna previsione o “calcolo” (parola grossa per me) per i motivi che scrivo sotto, ma potrei riuscire a non averlo tanto basso.


Pero`, per dire quanto poco sara` efficace la propulsione a vela del tuo piroscafo, sarebbe molto utile sapere il dislocamento finale previsto e le dimensioni overall (lunghezza, larghezza, pescaggio etc) che avrai certamente gia` calcolato ma che, ameno che mi siano sfuggine, non ho trovato nei tuoi post.
Ciao


Ho scoperto che per disegnare uno scafo non c’è un metodo certo, ci si arriva in vari modi ed è un discorso molto lungo. Io ci sono arrivato per successive approssimazioni. Alla trentesima circa mi sono stufato e ho deciso che andava bene (ho rinunciato alla perfezione e mi sono accontentato della coerenza delle tre linee: acqua, longitudinali e ordinate).
Però mi sono portato dietro un problema: non riesco tuttora a chiudere i volumi, con conseguenze impossibilità di conoscere dati importanti. Questo per dirti che molti aspetti dovrò affrontarli ancora in maniera empirica, in fase di realizzazione. Per fortuna nel progetto ho lasciato aperte varie opzioni.
Comunque posso darti alcune cifre, già ora:

lunghezza fuori tutto: 1090 mm; 109 cm.
Lunghezza misurata sul ponte: 904 mm, circa 90 cm
Altezza a perpendicolo da bordo inferiore della chiglia alla punta della maestra: 579 m, circa 58 cm
Questa misura si può modificare.
Larghezza misurata al baglio massimo: 166,58 mm; 16,7 cm
Larghezza misurata fra le estremità degli appoggi delle griselle: 186 mm, 18,6 cm
Superfice di galleggiamento sulla linea teorica di g. : 110084 mm2, circa 11 dm2
pescaggio teorico: 86 mm; 8,6 cm.
altezza da bordo inferiore chiglia a superfici del ponte principale: 130 mm.
Superfice approssimativa dello scafo (va aggiunta la chiglia e il tagliamare che sporgono di circa un cm):
questo dato può essere utile solo per la verniciatura: 9322 mm2; circa 93 cm2


Ti farò sapere i pesi dell’allestimento interno esclusa la nave (scafo, alberi, accessori, sartiame ecc.ec.) che consistono in: motore, verricello, servomeccanismo, batterie AGM (ce ne vanno tre ma intendo metterne una o due al massimo), asse dell’elica, elica, ricevitore, variatore e chiglia d’acciaio.

claudio v 13 settembre 13 15:20

non sono sicuro di aver capito bene... mi stai dicendo che non sai quale volume avra` lo scafo e lo stai costruendo?

Ti consiglierei, se con il cad non ci riesci, di calcolarteli in maniera matematica con la semplice formula che trovi qui a partire dal fondo di pagina 25
http://www.radiovelisti.it/downloads...1M_Parte_2.pdf

Basta conoscere l'area delle sezioni immerse e la loro distanza e quelle con il cad le saprai calcolare facilmente.

Per le misure che hai dato, cioe` meno di 17cm di larghezza e e 8,5 cm di pescaggio, supponendo forme di ordinate un po' quadre si puo` supporre che avere una sezione maestra data da 16,5 x 8,5 cm = circa 140 cm2 meno un 15% dato dalla forma arrotondata: circa 1,15 dm2 (e` una stima, dipende da come sono fatte le ordinate)

La lunghezza al galleggiamento (che non hai scritto), suppongo possa essere circa 9 dm, quindi, supponendo un coefficiente prismatico di circa 0,75 otteniamo:
1,15 x 9 x 0,75 = 6,2 kg

Pero`, come vedi, questo calcolo presenta diverse supposizioni e non so quanto possa essere esatto.
Sarebbe molto utile che tu lo calcolassi, perche` il progetto di ogni roba che galleggi dovrebbe partire sempre dal volume immerso stimato, altrimenti si rischiano spiacevoli sorprese costruendo sottomarini e non navi:wink:
Ciao

p.s.
questo dato
Citazione:

Originalmente inviato da alessandroROMA (Messaggio 3938935)
[I]...
Superfice approssimativa dello scafo (va aggiunta la chiglia e il tagliamare che sporgono di circa un cm):
questo dato può essere utile solo per la verniciatura: 9322 mm2; circa 93 cm2
...
[/B]

e` sicuramente sbagliato perche` vorrebbe dire che lo scafo ha meno di 1 dm2 di superficie... ed e` impossibile... ci deve essere forse qualcosa che non combina nelle unita` di misura/conversioni usate.

alessandroROMA 13 settembre 13 22:25

Citazione:

Originalmente inviato da claudio v (Messaggio 3941447)
Sarebbe molto utile che tu lo calcolassi, perche` il progetto di ogni roba che galleggi dovrebbe partire sempre dal volume immerso stimato, altrimenti si rischiano spiacevoli sorprese costruendo sottomarini e non navi:wink:

Effettivamente hai aggiunto il terzo spauracchio, altro che pericolo di capovolgimento su un fianco e inefficacia delle vele, qui rischio che non si tenga nemmeno a galla. Chissà perché non avevo proprio preso in considerazione questo aspetto? Forse perché mi sono basato troppo sul precedente piroscafo senza pensare che questo è molto meno voluminoso.
In realtà la parola progetto va larga sia al primo, quello fatto, sia al secondo piroscafo, quello da fare.
Nel primo caso si può riferire solo alla realizzazione dello scafo dopodiché è stato tutto un susseguirsi di prove e, come avrai visto nel filmato “parte1 di costruzione” se hai avuto al pazienza di seguirlo fino in fondo, per sapere quanto peso potessi infilarci dentro ho semplicemente pesato vari barattoli che aggiungevo man mano prima che la linea di galleggiamento fosse critica.


Ti ringrazio per questo link, l’ho guardato ma ancora lo devo leggere, spero di capire.

In realtà nel tempo libero stavo finendo le ordinate della scialuppa e i sistemi per il comando delle vele.
Il primo lavoro è ormai questione di pazienza e attenzione, perché ho più padronanza con il software Rhinoceros, e il disegno è venuto bene. Posso pertanto chiudere tutte le aree e i volumi e quindi sapere, tra l’altro, il volume immerso. Peccato che non serva a nulla per una scialuppa.
Il secondo lavoro è più impegnato sia perché non l’ho mai fatto sia perché vanno considerati molti ostacoli.
Però l’argomento sul quale mi hai invitato ad effettuare i calcoli è troppo interessante per posticiparlo.

A questo punto però dovrei aprire una parentesi per far capire come ho proceduto altrimenti può sembrare effettivamente un lavoro sconclusionato. Ma raccontare la genesi del progetto è noioso e renderebbe ancora più lungo un post già cospicuo. Quindi vado al sodo.

Con la formula che hai applicato sei vicino a quello che avevo tirato fuori dal programma “barando”.
In sostanza data la mia ignoranza in merito avevo aggirato l’ostacolo, tralasciando un pezzetto di poppa, modificando un po’ la forma per chiudere il volume; il programma ha riportato un dato che ricordo intorno ai sei chili, ma l’ho ignorato con il proposito di procedere nello stesso modo ma un po’ più accuratamente.

Però non ho capito se c’è un errore di battitura o hai applicato un ulteriore passaggio perché: 1,15x9x0,75 non fa 6,72. Risulterebbe 7,76.

Ad ogni modo la lunghezza sul galleggiamento è circa 85 cm, la superfice dell’ordinata maestra è 9216 mm2, 92 cm2
Ripetendo il calcolo con questi nuovi dati: 8,5x0,92x0,75=5,86

Aspetto di istruirmi sul documento che mi hai fatto conoscere ma credo (così ad occhio) che forse il coefficiente è minore di 0.75.
Comunque 5 kg credo di farmeli bastare. Le batterie pesano circa700 gr. l’una, quindi passando da un massimo di tre (imposto dallo spazio a disposizione) ad un minimo di 1, posso “giostrare” 1,4 Kg. Il resto è tutto obbligatorio ma non credo abbia pesi eccessivi.
Scusa ma io ho sempre un approccio “empirico-pragmatico”, causato in parte anche dall’ignoranza della materia; ignoranza che però cerco di ridurre.

la superfice di galleggiamento è 110085 mm2, circa 11 dm2, il programma mi ha segnato il centroide di quest’area.
Hai ragione il dato della superficie è logicamente sbagliato, d’altra parte come dici tu non potrebbe mai essere così piccolo, devo aver cliccato su qualcos’altro.

Siccome ho intenzione di eseguirli questi benedetti calcoli, ho intenzione di leggere attentamente il documento (magari l’avessi avuto prima per le mani) che mi hai indicato. Però mi accorgo che fa riferimento a nozioni indicate in precedenza perciò dal sito originale sto le altre parti, appena tiro fuori qualcosa te lo faccio sapere.

Infine sarebbe meglio che allegassi delle immagini ma vedo che ho poco spazio a disposizione.

Intanto grazie mille.

alessandroROMA 14 settembre 13 00:01

quanto è il dislocamento?
 
1 Allegato/i
Dunque, ho diviso in 10 sezioni equidistanti lo scafo limitatamente alla parte immersa, ho intersecato lo scafo con le superfici poste ad una distanza di 83,32 mm. Dai profili che ne sono venuti fuori (come si può vedere in allegato) ho creato le aree di ogni sezione, cioè le seguenti:
Superfici 0=0
1=2956 mm2
2=5107
3=7474
4=9072
5=9173
6=8780
7=8162
8=7158
9=4667
10=0

Dislocamento: Somma delle superfici x distanza fra loro
62549 x 83,32=5211582,68 mm3

5,21 dm3
5 kg grosso modo

CI SEI ANDATO VICINISSIMO SULLA BASE DI POCHISSIME INFORMAZIONI, COMPLIMENTI

considero i pesi dalle schede (salvo poi pesarli realmente perché non sono proprio tutti esatti)

motore:235 gr.
asse: 50 (stima)
chiglia 589 gr.
batteria 700 gr
batteria 700 gr
batteria 700 gr
servomeccanismo 56 gr
verricello alberi 55 gr
vele asciutte: 100 gr(stima del tutto approssimativa)
sartiame 100 gr (stima del tutto approssimativa)
timone 50 gr (stima)
cavi elettrici e connettori 200 gr (stima del tutto approssimativa)
variatore 65 gr
ricevente 18 gr
fumaiolo 100 gr (stima del tutto approssimativa)
ponte e arredamenti 200 gr (stima del tutto approssimativa)
viti, fermi e coppiglie 200 gr (stima del tutto approssimativa)
4118 gr
sicuramente mi sono scordato qualcosa
a quali aggiungerei per sicurezza un 25%
5,14 KG



però ho ancora un bordo libero accettabile

alessandroROMA 24 settembre 13 21:31

rinvi; prima ipotesi
 
3 Allegato/i
Altro problema da risolvere: “il sistema di rinvi”. Non che gli altri siano alle spalle.

Devo dire che dal buio completo in cui ero adesso ho un certo orientamento grazie a “manuelmodelli” che mi ha inviato delle spiegazioni e delle foto molto chiare.

Perché non seguire allora il suo schema ? Perché la mia situazione è un po’ più complicata.

Tanto per cominciare le scotte non si devono vedere se non nell’ultima parte quando dal ponte escono e si attaccano al boma o all’occhiello del fiocco e questo è già un compromesso fra funzionalità e riproduzione, considerando che molte manovre fisse e correnti finte staranno li a dare intralcio.
Poi ci sono molti spazi già occupati. Il passaggio della scotta sull'asse longitudinale intralcerà il movimento delle batterie. E così via è inutile che elenco ora tutti i problemi.

Invece di fare domande di difficile risposta perché anche chi è espertissimo avrebbe difficoltà senza vedere il disegno, propongo delle soluzioni e spero che qualcuno esperto o meno (non disdegno alcun consiglio o parere) mi faccia capire dove sbaglio o dove il sistema presenta falle.


La prima ipotesi presenta la scotta principale in asse longitudinale che corre sotto il ponte. Dovrò logicamente forare gli alberi e disassare leggermente il percorso laddove necessario.
I punti di attacco e i punti dove le scotte si infilano nel ponte non sono ottimali per aver le migliori leve ma sono obbligate da esigenze costruttive (aperture coperchi).

Le immagini solo il più esemplificate possibile .

In blu sono indicati i due boma e le loro aperture, a 0°, a 90°, una di bolina stretta (diciamo 15 gradi) e una con vento di poppa.

La linea color ciano indica la scotta principale che va sotto il ponte dal verricello fino ad un fulcro a prua (che potrebbe essere una carrucola) per circa 66 cm, e dal fulcro al primo punto di uscita sul ponte per circa 72 cm sulla quale si inseriscono le scotte della maestra (stesso colore) del trinchetto color rosso e del fiocco color viola.

Posizionando i boma a 15° considerandolo come l’angolo più stretto (credo sia inutile stringerlo ulteriormente o far arrivare i boma in asse longitudinale) la
lunghezza dal punto di uscita dal ponte all’attacco del boma risulta:
Trinchetto:123,82 mm
Maestra: 125,14 mm LINEE GIALLE NELLA VISTA DALL'ALTO

Se invece dell’angolazione si vogliono registrare in modo uguale le lunghezze si avrà una differenza leggerissima di angolazione e, credo io, irrilevante.
Ad esempio se anche il boma di maestra venisse accorciato fino a 123 mm avrebbe un angolo leggermente inferiore a 15 gradi.

Analogamente se si vogliono aprire gli angoli per l’andatura di poppa, in questo disegno le lunghezze prima menzionate diventano:
trinchetto: 21,4 cm
maestra: 21,4 cm
insomma la stessa lunghezza con una differenza di 91 mm (214-123) fra la minima e la massima angolazione prevista, che poi dovrebbe essere la lunghezza di avvolgimento del rocchetto del verricello con una leva.

In questa ipotesi, cioè con lunghezze massime pressoché identiche il boma della maestra poiché più lungo non potrà essere “aperto” come quello del trinchetto.

Potete vedere le aperture differenti osservando le linee blu.

Per ovviare al problema e quindi aprire al massimo anche il boma della maestra dovrei lasciare che il boma del trinchetto oltrepassi i 90 gradi. Ciò sarebbe comunque facilmente impedito da manovre fisse e dalle griselle stesse, però la scotta rimarrebbe lenta poiché avanzerebbero 244-214=30 mm (i 244 mm non sono indicati in figura)

Prima di confrontare questo sistema con altri vorrei conoscere i vostri pareri in merito.
i prossimi saranno: sistema in asse longitudinale ma con doppio rinvio e sistema con scotta che corre sui fianchi interni.
Spero di essere stato abbastanza chiaro.

dooling 24 settembre 13 23:51

Sinceramente non mi è chiara la faccenda, forse sono rincoglionito, però sarebbe bene utilizzare tre verricelli.
Uno per il trinchetto l'altro per la maestra ed il terzo per il fiocco.
Se ti serve tanta scotta, puoi modificare il verricello per allungarne la corsa, creando i fine corsa all'esterno o modificando la resistenza del potenziometro.
Nel primo caso, avevo postato immagini dei miei verricelli elettromeccanici, ma non trovo la discussione ed imageshack mi crea problemi.
Nel secondo caso c'é una discussione al riguardo.
Per quanto riguarda il passaggio della scotta, esci vicino al piede dell'albero, risali fino al boma dove fissi una carrucolina, prosegui parallelo al boma, altra carrucolina, scendi in coperta dove c'é una terza carrucolina e risali verso quella fissata al boma.
Avrai così un paranco semplice.
Per mantenere in tensione la scotta sottocoperta, utilizza un elastico fissato in modo tale che la tenga in tensione sul rocchetto di avvolgimento.
Ho utilizzato/cannibalizzato un elastico da portapacchi che mi ha fornito molti pezzi di ricambio.
:)

dooling 25 settembre 13 10:31

Rivedo in parte quanto ti ho scritto, basta anche un verricello con rocchetto a due gole, in questo modo hai una lunga sagoletta che va e viene.
Nei punti corrispondenti agli alberi, fissi la scotta con le modalità precedentemente descritte.
Naturalmente la manovra delle vele sarà unica.
:)

alessandroROMA 25 settembre 13 23:49

rinvio tipo asseA
 
Citazione:

Originalmente inviato da dooling (Messaggio 3956302)
Sinceramente non mi è chiara la faccenda, forse sono rincoglionito, però sarebbe bene utilizzare tre verricelli.
Uno per il trinchetto l'altro per la maestra ed il terzo per il fiocco.
Se ti serve tanta scotta, puoi modificare il verricello per allungarne la corsa, creando i fine corsa all'esterno o modificando la resistenza del potenziometro.
Nel primo caso, avevo postato immagini dei miei verricelli elettromeccanici, ma non trovo la discussione ed imageshack mi crea problemi.
Nel secondo caso c'é una discussione al riguardo.
Per quanto riguarda il passaggio della scotta, esci vicino al piede dell'albero, risali fino al boma dove fissi una carrucolina, prosegui parallelo al boma, altra carrucolina, scendi in coperta dove c'é una terza carrucolina e risali verso quella fissata al boma.
Avrai così un paranco semplice.
Per mantenere in tensione la scotta sottocoperta, utilizza un elastico fissato in modo tale che la tenga in tensione sul rocchetto di avvolgimento.
Ho utilizzato/cannibalizzato un elastico da portapacchi che mi ha fornito molti pezzi di ricambio.
:)

Ciao Dooling, grazie per la risposta.

No, non ti sei rincoglionito, sono io che non riesco a essere molto chiaro.
Non ho messo altre immagini esplicative perché ho notato che c’è un limite agli allegati e non vorrei superarlo subito, ma forse ho interpretato male.

La soluzione con tre verricelli, l’ho accantonata almeno per il momento perché, stando a quanto appreso in questo forum, un verricello del tipo che intendo usare riesce a gestire una superficie velica abbastanza piccola come quella in progetto.
Usare tre verricelli mi comporta problemi di peso (anche se due verricelli in più pesano poco, sto cercando di ridurlo il più possibile) ma soprattutto di gestione con il radiocomando, infatti avendo due canali occupati per motore e timone me ne avanzano solo due per i verricelli di cui uno solo con lo stick in posizione permanente (intendo dire che non ritorna al centro). Gli altri canali sono on-off quindi inutili per queste operazioni.
Infine immagino che sarebbe più difficile far pilotare una nave con tanti comandi diversi a mio figlio.

Se non ti scoccia analizzare la situazione ad un solo verricello nonostante tu l’abbia scartata, cercherò di far capire il più possibile lo schema che ho fatto, anche a beneficio degli altri utenti che intendono aiutarmi ma non hanno ben chiaro il disegno.

Innanzitutto ho messo il rinvio per il paranco semplice il più possibile a prua seguendo l’indicazione di un utente del forum che mi fornito preziosi consigli fra cui quello di distanziarlo il più possibile, almeno 50 cm.
Sull’immagine laterale e in prospettiva il rinvio a poppa è rappresentato da un cerchietto che potrebbe essere in fase realizzativa una piccola carrucola.

Per dissipare un po’ di confusione devo specificare che:
le linee che partono sotto quei cilindretti (sarebbero i punti di uscita dal ponte) non sono così tante ma è solo una, ne ho disegnate quattro per ogni boma solo a titolo di esempio.
Se consideri la vista dall’alto per il boma del trinchetto vedrai tre linee rosse e una gialla; quella gialla rappresenta la scotta quando è accorciata al massimo (cioè il verricello ha avvolto tutta la cordicella), quella rossa più lunga rappresenta la scotta quando è rilasciata tutta (cioè il verricello ha svolto tutta la cordicella).
Per il boma della maestra è la stessa cosa sono le che linee sono color ciano.
Il ponte non è disegnato per non creare confusione ma lo si deve immaginare a filo con i cilindretti.

La lunghezza di accorciamento e svolgimento con queste collocazioni è di 91 mm, come ho scritto nel precedente post.

Ritornando all’interpretazione del disegno si deve comprendere che per muovere all’unisono fiocchi e rande le relative scotte, dopo essere passate sotto il ponte grazie a delle carrucole (rappresentate in disegno da cerchi), vengono indirizzate sullo stesso percorso della corda principale e dopo qualche cm (da valutare) vengono legate ad essa.
In questo modo quando la corda principale viene tirata dall’avvolgimento del verricello verso poppa ( a destra guardando il disegno vista laterale) le scotte attaccate alla corda principale vengono tirate verso prua (a sinistra guardando il disegno vista laterale).

La distanza del punto di legatura più a prora (quindi la legatura fra la scotta dei fiocchi e la corda principale) e la carrucola del rinvio di prua non vede essere inferiore ai 91 mm, altrimenti la legatura andrebbe a incepparsi nella carrucola.
Ecco perché il rinvio è così avanti. Anzi probabilmente devo modificare il percorso della scotta del fiocco.

Nel post mi consigli di uscire con la scotta ai piedi dell’albero e prosegui con la descrizione, però mi chiedo: in questo modo la leva non è un po’ troppo svantaggiosa e quindi gravante sul verricello?
Avevo pensato, però forse mi sbaglio, che il punto più vantaggioso fosse proprio in prossimità dell’estremità del boma. Se io dovessi tirare il boma di maestra il punto di leva lo metterei più a poppa possibile perché più favorevole.
Il fatto che l’ho messo molto più avanti (anche se non così avanti cioè ai piedi dell’albero) è perché avrei avuto problemi con i coperchi mobili e con il controllo del timone (per quanto riguarda quello della maestra).
In ogni caso avendomi consigliato fin dall’inizio tre verricelli è chiaro che seguendo la tua logica hai più forza a disposizione per ogni manovra e quindi meno necessità di avere leve il più favorevoli possibile.
Considera che far passare la scotta ai piedi dell’albero mi avrebbe favorito dal punto di vista estetico e costruttivo.


Spero di aver chiarito almeno in parte lo schema e di non aver peggiorato la situazione.

A proposito di carrucole, ho trovato le 4855 della Amati, avete altri suggerimenti dove posso trovarle già fatte?

alessandroROMA 26 settembre 13 23:04

doppio rinvio
 
5 Allegato/i
Le immagini che ho allegato, rappresentano un’altra ipotesi, lo schema rappresenta le manovre ancora in asse longitudinale e i punti di attacco sono identici ma c’è un doppio rinvio quindi si tratterebbe di un paranco doppio.

Con queste figure spero di chiarire anche lo schema del paranco semplice dei precedenti post, in attesa di commenti, correzioni, consigli e qualsiasi altra utile indicazione da parte vostra.

Nella spiegazione cercherò di essere più schematico.

Dunque, con la figura denominata “vistalto doppA tuttolasc” si vedono dall’alto le scotte (rossa e magenta) dei boma del trinchetto e della maestra, alla loro massima lunghezza, quindi tutto “lascato” con il rocchetto tutto svolto.
La situazione tutto lascato è visibile anche nell’immagine in prospettiva denominata “vistprosp doppA tuttolasc”.

Quando il rocchetto viene azionato e avvolge la manovra può arrivare al massimo nella posizione tutto “cazzato” visibile nell’immagine denominata “vistalto doppA tuttocazz”.

Nell’immagine “vistlat doppA tuttocazz” si possono vedere i due cerchietti grigi che rappresentano i due rinvii. Le linee gialle rappresentano i tratti della stessa manovra che vanno verso poppa, quelle color verde verso prua.

In questo modo il verricello dovrebbe sforzarsi di meno ma, di contro, per raccogliere i famosi 91 mm, il rocchetto dovrebbe avvolgerne 182 mm, cioè il doppio. O sbaglio ?

Mi viene comunque un dubbio: il primo schema non è un paranco semplice preciso e questo non è un paranco doppio preciso perché le carrucole di sotto ponte effettuano ulteriori rinvii (anche se non “completi”).

claudio v 30 settembre 13 10:31

Ciao,
sono di corsa, e quindi te lo scrivo un po' telegrafico


questo sistema, disegnato cosi`

http://www.baronerosso.it/forum/atta...-tuttocazz.jpg

non potra` mai funzionare se non su una barca statica.
Se la vuoi far navigare, la scotta deve essere attaccata al boma circa in corrispondenza di dove esce dallo scafo in modo da avere una leva favorevole quando vai a cazzare le vele
Con la geometria che proponi funziona solo geometricamente sul cad, ma ti trovi a lavorare con bracci di leva cosi` sfavorevoli in funzionamento reale che la barca non sara` mai in grado di cazzare perche` con il boma vicino ad asse scafo avrai il maggior sforzo di tenuta, tutte le elasticita` si sommeranno e il risultato sara` che i bomi, sotto la spinta del vento si apriranno in maniera incontrollata facendo pure sforzare il servo oltre i suoi limiti e bruciandolo in breve tempo.

se puoi uscire con le scotte vicino all'albero, come ti ha suggerito dooling, puoi mettere una scotta alla tedesca fatta cosi` o simile

http://static-q.blogo.it/yachtandsai...g?t=1222453396

qui e` rappresentata con un doppio rinvio, ma nel tuo caso basterebbe anche singola: la scotta esce dallo scafo a piede albero, sale al boma, va al bozzello posteriore e scende verso il punto di attacco sullo scafo dove si attacca (punto B del disegno)

L'unica foto di dettaglio che ho trovato tra le mie e` questa della mai AC10

http://www.baronerosso.it/forum/atta...o-img_5142.jpg

vicino al medio della mano sinistra del mio amico barbuto (che sarebbe il velaio del team:wink:) vedi il bozzello sul boma e la scotta che va verso il punto di attacco fisso sullo scafo.

In questo caso gli sforzi sono notevoli e l'attacco sullo scafo e` biforcato per formare un trasto randa che ottimizza sia gli sforzi del verricello sia quelli sul punto di attacco sullo scafo che nel tuo caso non sarebbe necessario.

In questa foto, sopra la mia mano destra che tiene l'albero, vedi la carrucola che rinvia la scotta che esce dallo scafo verso il fondo del boma

http://www.baronerosso.it/forum/atta...o-img_5143.jpg

Spero che lo schema alla tedesca ora ti sia piu` chiaro.
Ciao

Mach .99 30 settembre 13 12:51

meno male che eri telegrafico :lol: :wink:

alessandroROMA 01 ottobre 13 21:04

correzione agli schemi di rinvio soluzioni possibili
 
5 Allegato/i
Allego e poi scrivo nel secondo post.


Tutti gli orari sono GMT +1. Adesso sono le 21:41.

Basato su: vBulletin versione 3.8.11
Copyright ©2000 - 2021, Jelsoft Enterprises Ltd.
E' vietata la riproduzione, anche solo in parte, di contenuti e grafica. Copyright 1998/2019 - K-Bits P.I. 09395831002