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Segnali in kit Salve a tutti, ho acquistato un set di tre segnali da costruirsi presso un negozio in toscana. Magari la mia domanda è un po' sciocca ma: al di là della difficolta nel maneggiare pezzi così piccoli (:P) qualcuno sa dirmi se i vari pezzi vanno fissati tra loro con colla (tipo Faller per gli edifici -che però sono in plastica, ovviamente-) o con saldatura (che è complessa date le dimensioni delle giunzioni)? Grazie mille a tutti! |
Immagino che i segnali che tu parli siano quelli della Lineamodel al prezzo promozionale di 39 euro n. 3 segnali. Trattandosi di segnali in ottone e alpaca, necessariamente bisogna unirli tramite saldature a stagno e non con le varie colle. Bisogna usare, almeno così dicono, molto flussante o pasta salda, in modo che lo stagno fuso possa scorrere e non fare una mega pallottola. Comunque sono molto curioso del kit e spero tu ci possa tenere al corrente sui tuoi svuluppi. Io personalmente, non avendo molta dimestichezza con il saldatore, aspetto le dritte di altri come me, che sono a digiuno di saldature, per capire se la cosa è fattibile o meno. Io vedo moltissima difficoltà nel posizionare i micro-led e le relative saldature dei fili sull'anodo e sul catodo, comunque non voglio demoralizzarti |
Quoto Gianluca in toto, vaper quanto ho potuto vedere, vanno saldati a stagno di colla non credo proprio che c'è nè voglia... Comunque c'è anche questo di negozio che è molto conveniente e sono comunque ben stampati: Fermodellismo IT Ciao, Carlo |
Come dice Gianliuca, il segreto è nel flussante da cospargere tra le parti da saldare.....ti consiglio di fare delle prove su dei pezzettini di rame o le cosidette materozze( avanzi) dei segnali. Ciao Stefano Ferrari |
Sull'onda dei consigli di Stefano che quoto in pieno, ti consiglio anche di usare dello stagno per saldature elettroniche (nei negozi specializzati costa 3,5 euro un rotolino da 100 gr.), contiene al suo interno un misto di antiossidante e flussante che unito ad un minimo di pasta salda, ti farà saldare le parti in maniera rapida ed efficace. Un'altra cosa da non trascurare è il saldatore deve avere il termostato, da evitare quelli senza, è vero al momento dell'acquisto costano un pochino di più ma è una spesa che si ripagherà di lì a poco e non solo a livello di denaro ma con la soddisfazione di vedere il lavoro ben fatto. Sottolineo il consiglio di Stefano a riguardo di fare prima delle prove è fondamentale fare le saldature al primo colpo onde evitare di ritornarci più volte sopra, specialmente per i pezzi piccoli è deleterio, la temperatura alta e prolungata li fa deformare irrimediabilmente.....:wink: Ciao, Carlo |
Ma scusate io ho visto il sito segnalato da Carlo, molto belli i segnali e poco costosi, ma non ho capito proprio niente sui collegamenti elettrici, nel senso che una volta che escono dal palo sotto il piano del plastico i due fili come devo collegare tutte quele resistenze? |
Gianluca, ogni led ha la sua resistenza saldata al polo positivo, almeno per i semafori è meglio così, se fossero, per esempio, lampioni stradali sarebbe sufficiente una sola restistenza sul polo positivo, di adeguata capacità, per tutti i led unendo ovviamente tutti i poli positivi in uno solo....:wink::D Ciao, Carlo |
Quindi se non ho capito male, sotto il piano del plastico, ci saldo le due resistenze fornite sui due anodi (+) e poi di seguito i 4 diodi che servono per fare la luce gialla come in figura, e poi il tutto va al trasformatore 12V in Corrente Alternata giusto? Se a me non interessasse la luce gialla, dopo le due resistenze metto i due diodi e poi tutto al trasformatore, oppure no? |
....la figura non l'hai inviarta Gianluca :rolleyes::) comunque il filo dopo la resistenza lo puoi collegare al positivo del trasformatore, non conosco il circuito elettrico, se è in alternata e c'è uno sfarfallio, per stabilizzare la luce serve un condensatore elettrolitico..... Ciao, Carlo |
Salve a tutti. Ri-confermo la complessità nella saldatura delle parti (Che sono molto piccole). Non ho ancora utilizzato flussante (spero costi poco) ma, se semplifica la saldatura, ben venga! Ora ho la necessità di un trapanino per fare un foro da 0,7 cm ( :blink: ): a vostro avviso, dato che comunque, a questo punto, procederò nell'acquisto, va bene un trapano qualsiasi (tipo quelli commerciali B&D, Borsch etc...) o, viste le dimensioni del foro, è necessario il minitrapano di LineaModel? Grazie |
Secondo il mio modesto parere ci vuole un trapanino tipo "Dremmel" ovvero molto simile ai trapanini dei dentisti :icon_rofl:icon_rofl, dove poi ci puoi inserire una serie quasi infinita di accessori (fresette, molette, dischi per il taglio, per smeriglio ecc.), lascerei perdere i Bosch o BD. Quello di Lineamodel va benone, ma guarda anche nei brico e soprattutto molto conveniente nei supermecati tipo (esselunga, gigante ecc.) nel reparto fai-da-te |
Citazione:
per la costruzione di plastici per allestimenti fieristici, qualche annetto fa avevo trovato tutta una serie di accessori per modellismo a marchio " MiniTools " ( trapano con relativa prolunga flessibile, seghetto alternativo, levigatrice orbiatale, levigatrice a disco, seghetto a pialla ) erano allora distribuiti dall'ORECA. Ora non so dirti se sono ancora commercializzati ma se fai una ricerca in rete .... :fiu: troverai sicuramente qualche cosa. Ottima aternativa è quella che ti ha segnalato GianLuca direi che con poche decine di euro ti fai un assortimento completo ! ..... e per di più spesso sono in offerta ! :D Per il flussante o pasta salda , attento: portatiti la moneta con le banconote avresti problemi nel farti accettare il pagamento ! :icon_rofl Buona Serata a te. ° luca - lionsimba ° |
Oltre al Dremel, c'è anche quello dell Proxxon, ha gli stessi accessori e costa un pò di meno, come quoto Gianluca, presso i Brico trovi sempre dlele offerte, ti consiglio comunque di non prendere qualche marca strana con l'alimentatore a 12 volt....ti ritrovi poi a doverlo cambiare....dopo quell'esperienza sono passato al Dremel del resto si spende una volta solamente..... Ciao, Carlo |
Grande! Come farei senza di voi?! :wink: Sabato vado a fare un giro al Brico + SLunga per "documentarmi"! Grazie mille! |
Non c'è di che, è doveroso aiutarsi tra di noi, almeno io la penso così :D |
...prego! e quoto Gianluca....:wink::D Ciao, Carlo |
Citazione:
Tra l'altro sono costretto a correggermi: il foro più piccolo dovrà essere di 0,7 mm (!!!!) in modo da forare il tubo d'ottone per farvi passare il filo di rame. Ma, mi domandavo: come si fa a trapanare a queste infime dimensioni??? :( |
Concordo per Dremel + Segnalazione Utensileria Online Ciao. Io sottoscrivo Gianluca che parla del Dremel. Ne ho comprato di recente uno anche io (il modello serie 4000, uno degli ultimi). Costicchia da far storcere la bocca, ma per quanto riguarda gli utensili e gli accessori disponibili quella marca è imbattibile perchè hanno davvero di tutto. In alcuni Brico ho scoperto (tardivamente :angry:) una differenza in meno di 23 Euro!!! Con un po' di pazienza e fortuna non si dovrebbero superare i 100 Euro (solo trapano con incluso qualche utensile). Vorrei, inoltre, segnalare, per chi fosse interessato, un negozio di utensileria/ferramenta specializzato in modellismo. Si chiama UTENSILERIA REVELLI e si trova a Milano. In rete si trovano prezzi migliori, ma è molto fornito. Se volete curiosare:Utensileria Revelli, dal 1946 competenza e professionalità nel campo del modellismo Arrivederci e buon lavoro. |
Buona sera Fabrizio. Per l'acquisto hai già indicazioni precise anche se .... Slunga dubito che ti potrà accontentare, più facile Brico , Auchan o Carrefour. Per il foro da Ø 0,7 mm. tutto dipende dalla lunghezza del tubetto in cui devi fare il foro . L'ideale sarebbe poter lavorare con un trapanino a colonna ed una morsetta di bloccaggio per il tubetto: la perpendiclarità è fondamentale ed essenziale. - attenzione alla zama ( se ho ben capito i segnali sono in questa lega ) è un po' un materiale "carognoso", resistente ma facile alle rotture improvvise. - parti con una punta fine Ø 0,2 mm., passa alla Ø,4 e finisci con la Ø 0,7 ( penso che un foro da Ø 0,4 mm. sia sufficiente per far passare due fili ). Quanto all'aiuto, quotando GianLuca, aggiungerei è per noi anche un piacere poterti essere di aiuto, anche se in questo caso, riminiscenze gogliardiche, mi suggeriscono di augurarti " In c... alla balena !" :wink: " Me la vedo brutta! disse la Marchesa camminando sugli specchi ! :icon_rofl Un amico con una piccola officina meccanica con un tornio non lo conosci ? Sarebbe molto più sicuro ! :fiu: Ciao, ° luca - lionsimba ° |
Citazione:
"Da Wikipedia: La lega metallica zamak (conosciuto anche come zamac e registrato come marchio ZAMAK) copre una famiglia di leghe di zinco, i principali elementi di lega dei quali sono l'alluminio, il magnesio e il rame. Il secondo elemento di lega è l'alluminio, che si trova in percentuali comprese fra lo 0,8 ed il 27%, e il suo effetto principale è quello di agente indurente, mentre il rame aumenta la colabilità (e la durezza in misura minore). Ferro e nichel sono presenti come impurità a tenore controllato, e sono la principale causa di corrosione intergranulare per queste leghe." Le foto che seguono sono relative ad un carro Marklin di fine anni 40, dove le ruote venivano costruite in Zama (da noi è sempre stata omessa l'ultima consonante), dove si evidenzia il problema causato dall'alta percentuale di ferro e nichel nella composizione della colata. L'ossidazione continua ha causato il cosiddetto "cancro dello Zama", ossia a seguito dell'ossidazione di ferro e nichel il materiale si sgretola, come si può vedere, a distanza di decenni ormai il bordino di talune ruote è completamente sparita, ed ora sta attaccando le ruote..... http://img97.imageshack.us/img97/3656/dscn2691k.jpg http://img38.imageshack.us/img38/3087/dscn2692r.jpg Già dagli anni 50/60 questo non capita più grazie ad un controllo di depurazione accurato e le quantità che prima provocavano il cosiddetto "cancro" vengono totalmente rimosse garantendo al materiale un'ossidabilità nulla nel tempo. Le ruote e gli assali sono costruiti ormai in ferro acciaioso....al''epoca il ferro e l'acciaio venivano utilizzati per costruire armi e cannoni...... La reminescenza gogliardica è di classico stampo marinaro ed ancora in uso nell'attuale marineria Italiana, sia essa mercantile che militare,......la risposta è: "Speriamo che non c....i!!!!!! :icon_rofl:icon_rofl:icon_rofl |
Ma io sapevo anche: "nelle palle del riccio" :shutup:, almeno prima di ogni esame si diceva così...... |
Non vorrei dire una sciocchezza: il cilindro (che poi sarà l'asta del segnale) dovrebbe essere d'ottone |
Si hai ragione, almeno nella spiegazione dice così: il tubetto di ottone usato come palo, mentre la lastrina si parla di fotoincisione in alpaca (non la lana:fiu:). Di zama non se ne parla mai, però non so se l'alpaca = zama ma non penso. Per eseguire il foro, penso ci voglia sicuramente una morsettina per tenere il palo e poi la cosa migliore sarebbe avere una piccola colonna verticale dove montare il trapanino, altrimenti nella peggiore delle ipotesi farlo a mano, naturalmente facendo girare il trapanino al minimo ed avendo una mano molto ferma |
Alpaca e Zama non sono lo stesso materiale, proprio come di dici tu Gianluca....devo prendere anche io un paio di kit di segnali, non è urgente ma prima poi....:wink::D Ciao, Carlo |
trapano a mano......con 4 diversi mandrini :D:D e lavori che è una bellezza, anche sui modelli..... http://www.bazaritalia.com/images/IMG_ELI/MY93.jpg Provare per credere.... con questo puoi bucare anche 0,1 mm Saluti trapanati Stefano Ferrari |
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