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Trasformatore Vikung B-2 Salve ho recuperato da un UPS un trasformatore Viking B-2 e lo vorrei "trasformare" in un alimentatore per il mio carica batterie.... Ma non capisco che cavi usare e collegare per convertirlo.... Vi metto le foto.... http://imageshack.us/a/img842/4295/evxl.jpg http://imageshack.us/a/img841/1873/a3hx.jpg Ha 3 cavi grossi da una parte e 5 più fini dall'altra.... Se volete vi metto foto più dettagliate. |
Ciao,aldila' dei cavi il problema e' che non puoi prendere un trasformatore e usarlo come alimentatore ameno che tu non abbia le conoscenze (ma ovviamente non mi sembra questo il caso),per creare uno stadio di regolazione/raddrizzamento della tensione che trasformi l'uscita del trasfo che e' AC (corrente alternata) in CC (corrente continua). |
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Se non hai un minimo di conoscenze elettroniche,o un'amico che ti possa aiutare direi di no,anche' perche' bisognerebbe capire che potenza ha sto trasformatore,perche' alla fine potrebbe non valere la pena. |
In teoria dovrebbe essere abbastanza potente ho fatto qualche ricerca.... Comunque conosco chi mi potrebbe aiutare... |
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Comunque, per tua cultura, ti spiego in linea di massima come funziona. In un trasformatore, solitamente i 5 fili più sottili sono di ingresso. Uno di loro dovrebbe essere marcato come 0 e gli altro 200-210-220-230. é un sistema "datato" per adattare il trasformatore alla tensione effettiva di rete. I tre fili grossi sono di uscita. Quello di colore diverso dagli altri due è il centrale, può essere marcato con uno 0, e gli altri due sono i due estremi dell'avvolgimento. Si tratta di una soluzione valida per usare un raddrizzatore a due diodi e due semionde (una per ramo) o con ponte di diodi e zero centrale (alimentatori duali, usati spesso negli amplificatori audio). Normalmente sono marcati con la tensione nominale di uscita del trasformatore. La tensione in uscita deve essere prima raddrizzata, come dicevo sopra, filtrata con un grosso condensatore ed infine, se necessario, regolata e stabilizzata per ottenere la tensione voluta in uscita all'alimentatore. Quest'ultimo stadio è certamente il più critico, da come è progettato e realizzato dipende il buon funzionamento e l'affidabilità di tutto il sistema. Per realizzarlo occorrono competenze specifiche che, senza offesa, mi pare che tu non abbia. Ti consiglio quindi di farti aiutare da qualche amico, anche per valutare se le caratteristiche del trasformatore (tensione in uscita e potenza massima erogabile) sono realmente compatibili con il tuo scopo. Carlo |
Dimenticavo. Le indicazioni che ti ho dato sono valide SOLO in caso di trasformatori per alimentatori. Quello che hai tu potrebbe essere costruito diversamente, specialmente per quanto riguarda i cavi sottili. Nei convertitori, è normale che nel trasformatore di uscita esiste un terzo avvolgimento, sempre attestato a cavi sottili, necessario al funzionamento dell'oscillatore del convertitore. Questa condizione la verifichi facilmente con un tester, in quanto troverai certamente almeno due fili sottili che hanno continuità tra di loro ma che non hanno alcuna continuità con gli altri. In questo caso non è banale definire quale sia la coppia di fili da usare per la 220, quindi ti rinnovo l'invito a NON FARE TENTATIVI A CASACCIO ma affidati solo ad una persona esperta. Carlo |
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Grazie mille della ottima spiegazione, c'è Sempre da imparare e ovviamente non mi dedicherò da solo a fare prove varie, anche perché è pericoloso..... Più che altro e capire come fare per poterlo utilizzare, comunque vi terrò informati :) |
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