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elicottero78 15 novembre 12 18:27

Citazione:

Originalmente inviato da CarloRoma63 (Messaggio 3488260)
banalmente, un transistor è un "interruttore variabile" (adesso i puristi mi scotennano, chiedo scusa anticipatamente per le banalizzazione e semplificazioni del testo che segue).
Ha tre terminali, chiamati Base, Collettore ed Emettitore (B,C ed E) e possono essere costruiti per funzionare con tensioni "invertite", da cui le categorizzazioni NPN o PNP (non entro in merito sul significato di queste sigle).
Nei transistor "normali" e nella loro configurazione più usata, il funzionamento prevede che l'emettitore (E) sia collegato a massa, il collettore (C) sia collegato al positivo dell'alimentazione attraverso il carico (tipicamente una resistenza) e la base ( B ) sia utilizzata per iniettare il segnale di controllo.
La regola di funzionamento del transistor è banale: la corrente che scorre tra C ed E è proporzionale a quella che si fa scorrere tra B ed E. Questa proporzione si chiama HFE, o più comunemente, guadagno di corrente del transistor. Da questa definizione si ricava quella che il transistor "amplifica" un segnale.

HFE ha un valore tipico che oscilla tra qualche decina ed il centinaio, quindi è possibile controllare una corrente di 1000mA sul collettore semplicemente immettendo 10mA di corrente nella base.

L'amplificazione del segnale ottenuta può essere una amplificazione in tensione o in corrente, dipende quasi esclusivamente dalla differenza di impedenza (resistenza) che hanno la sorgente del segnale e quella del carico. Con un carico con una resistenza alta avremo un forte aumento di tensione, se la resistenza del carico sarà bassa, allora avremo un modesto aumento di tensione ma un consistente aumento di corrente.

I transistor possono essere fatti lavorare in due modalità: lineare (nei circuiti audio, ad esempio) o on/off (nei circuiti per accendere/spegnere un led, ad esempio)
Per il funzionamento lineare, sulla base si applica una resistenza il cui altro capo è collegato all'alimentazione. Il valore della resistenza andrà calcolato considerando la corrente che si vuole far scorrere tra C ed E a riposo, cioè senza segnale, diviso per l'HFE (cioè il fattore di guadagno) . La corrente C-E (chiamata normalmente Ic) deve essere tale per cui la tensione sulla resistenza di carico sia circa la metà di quella di aliemntazione, in modo da avere la più ampia escursione possibile quando si applicherà alla base il segnale audio da amplificare. In questi circuiti, normalmente si mette una resistenza di valore molto basso tra E e massa, con lo scopo di rendere più stabile il circuito rispetto ad eventuali problemi di deriva termica.

Nei funzionamenti on/off, il discorso è sostanzialmente identico per quanto riguarda il carico. Per quanto riguarda la base B, la resistenza che ci si collega non va al positivo dell'alimentazione ma all'uscita del circuito di comando. il suo valore deve essere tale da permettere di far passare abbastanza corrente (quando il circuito di comando sarà "alto") in modo da chiedere al transistor di far passare una corrente maggiore di quanta ne farebbe passare la resistenza di carico da sola. Ciò garantisce che il transisto, quando è ON, abbia ai suoi capi una tensione bassissima e che quindi non dissipi troppa potenza (a scapito del carico).

Spero di non averti confuso le idee.

Carlo

grazie mille,mi dispiace averti fatto perdere tempo a scrivere tutto questo x me.piu o meno sono cose che gia sapevo ma tu me l hai ordinate al posto giusto....ora non mi va piu di farti perdere tempo....mi rileggo x bene imparare l elettronica sezione transistor,x imparare queste benedette formule.se al massimo non mi trovo su alcune cose spero di poterti rubare ancora un secondo.grazie mille sei stato molto gentile

TITANs 15 novembre 12 19:22

Citazione:

Originalmente inviato da elicottero78 (Messaggio 3488705)
grazie mille,ho gia ordinato dei libri ma mi arrivano tra 2 settimane.ho gia trovato il libro che hai postato in formato pdf .....ora la parte dei transistor lo rileggo x la terza volta xchè mi sfugge qualcosa....sembra che parlino solo di amplificatore x audio e in alcune vignette mostrano tra il segnale e la base un condensatore elettrolitico e non capisco come fa il segnale a arrivare alla base visto che il condensatore non si puo attraversare

il condensatore elettrolitico interrompe la circolazione della corrente continua , non di quella alternata (segnale BF)

elicottero78 16 novembre 12 12:41

scusatemi ancora una domanda stupida....ma se in caso volessi fare delle prove almeno lo so.........dal cavo delle cuffie del mp3 esce corrente alternata o continua?grazie

TITANs 16 novembre 12 17:13

esce un segnale di bassa frequenza (udibile) e tramite trasduttore chiamato cuffie o altoparlante si puo sentire.non si tratta di corrente continua anche perche quest'ultima
brucerebbe il trasduttore.

elicottero78 16 novembre 12 18:48

1 Allegato/i
quindi con un transistor con le quattro resistenze x formare l amplificatore andrebbe bene?

su imparare l elettronica si parla x calcolare la prima resistenza r3..... e parla di conoscere il valore ohmico della resistenza di carico e sulla figura mostra che oltre alle 4 resistenze ve ne una in piu r5 e un condensatore......e dice che partendo da r5 si parte a fare tutti i calcoli......ma non capisco da dove arriva r5...io non dovrei calcolare il valore ohmico del autoparlante?

vi è scritto
Per ricavare il valore da assegnare alla resistenza
R3, da collegare sul Collettore, dobbiamo anzitutto
conoscere il valore ohmico della resistenza di
carico sulla quale verrà applicato il segnale amplificato.

Nell’esempio raffigurato in fig.441 il carico è costituito
dal valore della resistenza R5 collegata, dopo
il condensatore elettrolitico C2, tra il Collettore e
la massa.
In pratica il valore ohmico della resistenza R3 deve
sempre risultare inferiore al valore della resistenza
R5. A tal proposito c’è chi consiglia di scegliere
un valore minore di 6 - 7 - 8 volte, ma all’atto
pratico si può utilizzare un valore minore di 5
volte ed anche meno.

CarloRoma63 16 novembre 12 21:27

Citazione:

Originalmente inviato da elicottero78 (Messaggio 3490476)
quindi con un transistor con le quattro resistenze x formare l amplificatore andrebbe bene?

su imparare l elettronica si parla x calcolare la prima resistenza r3..... e parla di conoscere il valore ohmico della resistenza di carico e sulla figura mostra che oltre alle 4 resistenze ve ne una in piu r5 e un condensatore......e dice che partendo da r5 si parte a fare tutti i calcoli......ma non capisco da dove arriva r5...io non dovrei calcolare il valore ohmico del autoparlante?

vi è scritto
Per ricavare il valore da assegnare alla resistenza
R3, da collegare sul Collettore, dobbiamo anzitutto
conoscere il valore ohmico della resistenza di
carico sulla quale verrà applicato il segnale amplificato.

Nell’esempio raffigurato in fig.441 il carico è costituito
dal valore della resistenza R5 collegata, dopo
il condensatore elettrolitico C2, tra il Collettore e
la massa.
In pratica il valore ohmico della resistenza R3 deve
sempre risultare inferiore al valore della resistenza
R5. A tal proposito c’è chi consiglia di scegliere
un valore minore di 6 - 7 - 8 volte, ma all’atto
pratico si può utilizzare un valore minore di 5
volte ed anche meno.

R5, meglio nota come Rc, è proprio la Resistenza di Carico, cioè la resistenza (impedenza) dell'altoparlante.
Il valore di R3 determina, insieme alle caratteristiche del transistor e del valore di R4, quale sarà la Impedenza di uscita del circuito, cioè l'equivalente della Resistenza Interna delle nostre batterie LiPo. Tale valore deve essere calcolato in base alle caratteristiche, alla tipologia ed all'utilizzo previsto del circuito, quindi non esistono regole fisse.
Solo per fare degli esempi, su circuiti ad Alta Frequenza è fondamentale che l'impedenza di uscita sia uguale a quella del carico applicato; su circuiti di potenza deve essere la più bassa possibile (compatibilmente con altri limiti progettuali); etc.

Personalmente, affronterei lo studio dell'Elettronica partendo dalle leggi di ohm e dalle leggi di Kirkhhoff ai nodi ed alle maglie (Leggi di Kirchhoff - Wikipedia), poi affronterei l'argomento Correnti alternate e quindi il comportamento di condensatori ed induttanze, solo dopo che questi argomenti sono ben chiari allora si può passare allo studio di elementi più complessi quali diodi e transistor.

Carlo

TITANs 16 novembre 12 22:08

ho visto lo schema, non capisco neanche io un valore cosi alto di r5,ma se vedi i valori di r3 ed r4 di sicuro da quel circuito non prelevi potenza e non vai a pilotare un altoparlante per piccolo che sia,quello di sicuro è un preamplificatore.pero quello che non capisco io perche tu volendo imparare qualcosa in elettronica non cominci con lo stabilizzare tensioni,fare generatori a corrente costante con lm317 , fare degli oscillatori con il comunissimo lm555 e rifarti vivo tra un mese o due ?
ps. per fare intendo proprio costruire,perche è il modo piu semplice per imparare e le cose restano sicuramente piu nella memoria.poi è da quasi 40 anni che non studio piu e il mio interesse ormai è nell'autocostruzione di quel poco che al giorno d'oggi si puo ancora costruire nell'ambito dell'alta frequenza,ossia un antenna,un alimentatore ,un accordatore ,un attenuatore ,un preamplificatore ecc.ecc. ciao stefano

elicottero78 16 novembre 12 23:49

Citazione:

Originalmente inviato da CarloRoma63 (Messaggio 3490696)
R5, meglio nota come Rc, è proprio la Resistenza di Carico, cioè la resistenza (impedenza) dell'altoparlante.
Il valore di R3 determina, insieme alle caratteristiche del transistor e del valore di R4, quale sarà la Impedenza di uscita del circuito, cioè l'equivalente della Resistenza Interna delle nostre batterie LiPo. Tale valore deve essere calcolato in base alle caratteristiche, alla tipologia ed all'utilizzo previsto del circuito, quindi non esistono regole fisse.
Solo per fare degli esempi, su circuiti ad Alta Frequenza è fondamentale che l'impedenza di uscita sia uguale a quella del carico applicato; su circuiti di potenza deve essere la più bassa possibile (compatibilmente con altri limiti progettuali); etc.

Personalmente, affronterei lo studio dell'Elettronica partendo dalle leggi di ohm e dalle leggi di Kirkhhoff ai nodi ed alle maglie (Leggi di Kirchhoff - Wikipedia), poi affronterei l'argomento Correnti alternate e quindi il comportamento di condensatori ed induttanze, solo dopo che questi argomenti sono ben chiari allora si può passare allo studio di elementi più complessi quali diodi e transistor.

Carlo

grazie

elicottero78 17 novembre 12 00:04

Citazione:

Originalmente inviato da TITANs (Messaggio 3490765)
pero quello che non capisco io perche tu volendo imparare qualcosa in elettronica non cominci con lo stabilizzare tensioni,fare generatori a corrente costante con lm317 , fare degli oscillatori con il comunissimo lm555 e rifarti vivo tra un mese o due ?

ottima osservazione....il fatto è che sono un caxxone. alla sera poco sonno e voglia di staccare la spina....passo da uno studio all altro durante i vari mesi e cerco di tirare insieme molte piu informazioni possibili...microcontrollori,programmazione,elettr onica,disegno cad,cadcam.sono piu x le sperimentazioni,mi piace capire come sono fatte le cose.molte cose le so gia,non perfettamente a memoria,ma comunque mi ricordo dove cercare le informazioni e ripassarmele.molte cose mi tornano utili sul lavoro e comunque un infarinatura nel complesso non fa mai male.ciao

CarloRoma63 21 novembre 12 12:33

Citazione:

Originalmente inviato da elicottero78 (Messaggio 3490954)
ottima osservazione....il fatto è che sono un caxxone. alla sera poco sonno e voglia di staccare la spina....passo da uno studio all altro durante i vari mesi e cerco di tirare insieme molte piu informazioni possibili...microcontrollori,programmazione,elettr onica,disegno cad,cadcam.sono piu x le sperimentazioni,mi piace capire come sono fatte le cose.molte cose le so gia,non perfettamente a memoria,ma comunque mi ricordo dove cercare le informazioni e ripassarmele.molte cose mi tornano utili sul lavoro e comunque un infarinatura nel complesso non fa mai male.ciao

Il guaio è che un comportamento del genere ti porta ad avere difficoltà di apprendimento enormi. Come puoi comprendere il funzionamento di un semplice amplificatore se non conosci la legge di ohm? Come puoi calcolare il partitore resistivo per la polarizzazione della base se non conosci kirchhoff?
Se invece ti basta avere le "quattro formulette" base per accroccare qualcosa che all'incirca funziona, allora il discorso è ben diverso ma non aspettarti risultati eclatanti.

Carlo


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