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Senza scendere troppo in spiegazioni, accettiamo il fatto che in un'ala ad allungamento infinito la resistenza indotta si azzera. Non si potrà, di certo, costruire un'ala di apertura infinita, ma se noi la facciamo il più allungata possibile ecco che andiamo a diminuire la resistenza indotta, tenendo sempre d'occhio che la corda non scenda troppo per non far, a sua volta, scendere troppo il NRd, che potremmo far risalire aumentando la velocità. Come si vede, nel volo non esiste caratteristica separata dall'altra; un buon modello è sempre frutto di un sapiente compromesso fra tante possibili varianti. Numero di Reynolds, allungamento alare, portanza, forma, resistenza, ecc.. ecc..... sono tutti fattori interconnessi fra loro ed è necessario tenerne conto. |
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ciao! |
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un conto è il materiale un'altro è la tecnica costruttiva. |
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tranquilli! ho fatto la mia figura da idiota della giornata.... :unsure: |
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Lo stesso aliante, in una picchiata a 180 Kmh, arriva a 2.419.200. Lo stesso aliante, di nuovo alla velocità di 80 Kmh, ma alla corda di attacco di circa 100 cm, 1.536.000; all'estremità, con corda di circa 40 cm, 614.400. Come vedi, non sono valori bassi. Ma ciò che più si evidenzia è che, di per sè, preso a sè stante, il NR non significa nulla. A ogni corpo, di qualsiasi forma, che si muova in un fluido (aria, acqua, ecc..), può essere attribuito un NR. Come ben dice l'ing. Galè, il Numero di Reynolds...."è un pratico indice di similitudine dinamica, indispensabile per confrontare fenomeni aerodinamici diversi, quali il comportamento di un'ala, di un profilo, di un'intera aerodina". Affermare che:....."il mio modello vola a 200.000 NR perciò è migliore del tuo che vola a 150.000 NR"...., non ha alcun significato: l'NR è solo un dato. Probabilmente quel modello andrà anche meglio, ma NON per il NR, ma per tutto l'insieme delle caratteristiche di progetto e di esecuzione (e di ...pilotaggio). |
Mi chiedevo allora una cosetta, nelle ali rastremate, vorrà dire che il numero alla radice mi permetterà velocità basse, all'estremità per contro con numeri alti avrò necessità di velocità più alte, conseguentemente meno resistenza e virate più strette con minore perdita di quota, però nel caso di basse velocita posso incorrere nell' inconveniente dello stallo di estremità, non è meglio considerare il numero più prossimo a quello della centina di estremità?? In questo modo nel calcolo della distribuzione dei carico alare, della velocità di avanzamento teorica, ecc ecc. ho maggiore possibilità di non incorrere in viti indesiderate. Scusate poche idee ma confuse, spero di avere reso l'immagine comunque. Ciao Stefano Devo riguardarmi il libretto di Gallè e di Kamenorf o come cavolo si scrive, li ho in ufficio domani provvedo. |
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