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Vecchio 10 gennaio 07, 11:05   #1 (permalink)  Top
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prove di volo con Zlog

Lo Zlog è uno strumento che registra, in base a parametri impostati mediante interfaccia PC, la quota e il tempo.
Permette di ottenere dei grafici e delle tabelle dati dove non solo sono monitorate le quote, ma è possibile verificare le velocità salita e di discesa in un intervallo di tempo a nostra scelta.
Da qualche mese stiamo facendo delle prove per ottimizzare i modelli per la categoria Autonomy F5J e raccogliendo dati interessanti.
Abbiamo avuto modo di verificare in più occasioni i tassi di caduta e di salita dei nostri modelli con risultati molto "affidabili".
In più, con 2 modelli dotati dello strumento e volando assieme vicini, si possono fare delle ottime comparative. Noi abbiamo utilizzato come riferimento un modello che scende circa 0,45 m/s e poi volando in contemporanea con l’altro siamo in grado di avere un confronto dei rispettivi tassi di caduta.
Finora la miglior”planata” l’abbiamo registrata a una media di circa 0,36 m/s con lo Shadow di Tomas Truffo fatto volare sempre in contemporanea con il nostro modello di riferimento.
Il mio Termik (Art Hobby) leggermente modificato finora si attesta sullo 0,4 scarso che per i suoi 2,5 metri di apertura alare non è male.

Questo sistema, con 2 modelli in volo di cui uno usato come riferimento, permette anche di verificare differenti centraggi e confrontarli per vedere se ci sono variazioni nelle prestazioni.

Stessa cosa si può fare con i gruppi motopropulsori elettrici dove si “toccano con mano” le differenti scelte e i rendimenti dell’insieme motore- riduttore (eventuale) - elica - batterie.
Questo strumentino, se ben utilizzato permette veramente di fare una messa a punto accuratissima che solo qualche anno fa ci saremmo sognati.
Credo che sarebbe anche un sistema, specie in questo periodo di aria abbastanza stabile, per affinare la messa a punto degli F3J e F3K.
C’è qualcuno che ne ha di similari e ha fatto qualche esperimento a riguardo? C’è qualcuno che ne farebbe?

Vi allego qualche dato e la tabella riepilogativa con relativo foglio di calcolo sviluppato per la messa a punto degli F5J Autonomy e qualche grafico così come viene visualizzato
Ciao

Ultima modifica di claudio v : 07 luglio 09 alle ore 14:52
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Vecchio 10 gennaio 07, 12:27   #2 (permalink)  Top
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ciao Claudio
il discorso mi interessa molto perchè sono stufo di settare i modelli a occhio o solo copiando i settaggi altrui. Mi riferisco a modelli da f3k ma prossimamente devo collaudarne uno un po' più grande, comunque sempre di alianti si tratta.

Sto sondando il mercatino per vedere se salta fuori un altimetro usato ma mi sa che è molto difficile, l'alternativa è proprio lo Zlog (è appena uscita la versione4 con 32kb di mem) oppure il RAM, di cui dovrebbe uscire a breve la vers.3 (la 2 è fuori produzione) che è un po' più piccolo.

al momento ho fatto solo una prova con lo zlog3 proprio di Truffo, i risultati in planata sono peggiori di quanto mi aspettassi, il mio supergee casalingo (1.5m di aa, 260g, carico 12.1) scende a circa 0.5m/s, e certi voli fa anche peggio. nel fine settimana vedo di fare altri rilevamenti.

un'osservazione:
giocando con l'altimetro si riesce solo ad ottimizzare la fase di minima velocità di caduta, mentre ai fini competitivi sarebbe forse più utile sapere trovare la max efficienza visto che raramente serve planare in aria morta ma quasi sempre serve esplorare più aria possibile (parere personale di pivello!)
per affinare l'efficienza bisognerebbe sapere anche la distanza percorsa o la velocità (il tempo lo sappiamo), ho pensato di usare la verbatim per rilevare tramite il fruscio dell'aria sul microfono la velocità, ma al momento non sono in grado di riuscirci, bisognerebbe valutare la variazione di frequenza perchè col livello audio non si ottiene nulla.

PS tanto alla fine conta solo centrare la termica e riuscire a tenerla

ciao
davide
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Vecchio 10 gennaio 07, 12:37   #3 (permalink)  Top
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Originalmente inviato da blinking
ciao Claudio
il discorso mi interessa molto perchè sono stufo di settare i modelli a occhio o solo copiando i settaggi altrui. Mi riferisco a modelli da f3k ma prossimamente devo collaudarne uno un po' più grande, comunque sempre di alianti si tratta.

Sto sondando il mercatino per vedere se salta fuori un altimetro usato ma mi sa che è molto difficile, l'alternativa è proprio lo Zlog (è appena uscita la versione4 con 32kb di mem) oppure il RAM, di cui dovrebbe uscire a breve la vers.3 (la 2 è fuori produzione) che è un po' più piccolo.

al momento ho fatto solo una prova con lo zlog3 proprio di Truffo, i risultati in planata sono peggiori di quanto mi aspettassi, il mio supergee casalingo (1.5m di aa, 260g, carico 12.1) scende a circa 0.5m/s, e certi voli fa anche peggio. nel fine settimana vedo di fare altri rilevamenti.

un'osservazione:
giocando con l'altimetro si riesce solo ad ottimizzare la fase di minima velocità di caduta, mentre ai fini competitivi sarebbe forse più utile sapere trovare la max efficienza visto che raramente serve planare in aria morta ma quasi sempre serve esplorare più aria possibile (parere personale di pivello!)
per affinare l'efficienza bisognerebbe sapere anche la distanza percorsa o la velocità (il tempo lo sappiamo), ho pensato di usare la verbatim per rilevare tramite il fruscio dell'aria sul microfono la velocità, ma al momento non sono in grado di riuscirci, bisognerebbe valutare la variazione di frequenza perchè col livello audio non si ottiene nulla.

PS tanto alla fine conta solo centrare la termica e riuscire a tenerla

ciao
davide
Per l'efficienza, l'unica praticabile secondo me è crearsi una base di lunghezza nota a terra e passarci sopra con il modello. Si tiene nota del tempo e così da Zlog si conosce la quota persa in quei precisi momenti. Macchinoso.
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gratta, gratta, la termichina
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Vecchio 10 gennaio 07, 12:47   #4 (permalink)  Top
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già, se vuoi stare sullo stretto servono comunque due persone a un centinaio di metri di distanza e poi bisogna fare virate abbastanza piatte e soprattutto regolari.

altrimenti se armati di radiotrasmittenti (tipo walkie-talkie intendo) si potrebbero allungare le "vasche" anche a 500m (ma non per i modelli da f3k) in modo da minimizzare l'errore dovuto alla virata.

bisognerebbe con questo metodo avere un'indicazione sul logger di quando si inizia e si finisce il percorso misurato, ad es facendo una piccola picchiata seguita da cabrata e rimessa orizzontale


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Macchinoso.
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Vecchio 10 gennaio 07, 14:53   #5 (permalink)  Top
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Pe Davide.
Per fare quel che vuoi tu la soluzione più semplice è piazzare a bordo un gps, scaricare i dati e poi vedere tutto a video: ho un programma che elabora le tracce e mi dà le efficienze, ma non ho il gps da polso che andrebbe bene.
Purtroppo rimane sempre il problema di capire in che tipo di aria si è fatta la prova. Con lo Zlog e similari si può caratterizzare la planata tipo e con un modello di riferimento e un paio di traguardi ottici si possono fare delle comparative.
Comunque credo che per la messa a punto, ottimizzare la minima caduta (e nel caso dell'elettrico la salita) sia già un enorme passo avanti.
Poi l'efficienza si vedrà con prove comparative tra due modeli che scendono uguale e volano contemporaneamente.
Tra le altre cose che si deducono è che la miglior discesa media spesso è legata alla stabilità dell'aliante. Un modello ben centrato che tiene la traiettoria stabilmente (specie quando vola lontano) va sempre meglio.
Questo discorso è poco applicabile agli F3K, che però volano molto vicino e quindi un pilotaggio attento e un centraggio più instabile può fare delle grosse differenze.

Certo, chi è dotato di vista d'aquila e riflessi fulminei, potrà ottenere buone prestazioni anche con un modello piccolo e lontano, ma sarà così impegnato da non potersi guardare molto in giro.
E questo nella F3J e F3B in particolare volando in batteria non mi sembra una cosa molto positiva.
Infatti, dato che io vedo quel che vedo , preferisco sempre avere dei modelli "stabili" e centrati che salgano da soli in termica.

Il mio Termik F5J l'ho modificato aumentando il braccio di leva in coda (maggior K longitudinale) e facendo un'ala a doppio diedro molto marcato (centro di spinta laterale più avanzato). Quando è molto lontano in termica con un po' di direzionale dentro pensa lui a tutto.
Per la salita sotto motore idem: usando i mixer elettronici su direzionale e profondità ho impostato una salita ad angolo costante senza quasi intervenire sui comandi.

Naturalmente richiede un grosso lavoro perchè bisogna fare una messa a punto quasi come se fosse un volo libero e l'accettazione di qualche compromesso ... però credo che alla lunga paghi

E credo che sia la via da indagare bene anche nella F3J: che senso ha fare dei veleggiatori da termica con le ali "piatte" senza diedro?

Persino negli alianti full scale le ultime evoluzioni hanno portato ad aumentare il diedro: talvolta mi chiedo che cosa si aspetti a farlo anche sui modelli... Specie su quelli che devono fare solo durata e magari vanno a volare a un km dal punto di lancio

Ultima modifica di claudio v : 10 gennaio 07 alle ore 15:02
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Vecchio 10 gennaio 07, 19:53   #6 (permalink)  Top
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Originalmente inviato da claudio v
Pe Davide.
Per fare quel che vuoi tu la soluzione più semplice è piazzare a bordo un gps, scaricare i dati e poi vedere tutto a video: ho un programma che elabora le tracce e mi dà le efficienze, ma non ho il gps da polso che andrebbe bene.
Purtroppo rimane sempre il problema di capire in che tipo di aria si è fatta la prova. Con lo Zlog e similari si può caratterizzare la planata tipo e con un modello di riferimento e un paio di traguardi ottici si possono fare delle comparative.
Comunque credo che per la messa a punto, ottimizzare la minima caduta (e nel caso dell'elettrico la salita) sia già un enorme passo avanti.
Poi l'efficienza si vedrà con prove comparative tra due modeli che scendono uguale e volano contemporaneamente.
Tra le altre cose che si deducono è che la miglior discesa media spesso è legata alla stabilità dell'aliante. Un modello ben centrato che tiene la traiettoria stabilmente (specie quando vola lontano) va sempre meglio.
Questo discorso è poco applicabile agli F3K, che però volano molto vicino e quindi un pilotaggio attento e un centraggio più instabile può fare delle grosse differenze.

Certo, chi è dotato di vista d'aquila e riflessi fulminei, potrà ottenere buone prestazioni anche con un modello piccolo e lontano, ma sarà così impegnato da non potersi guardare molto in giro.
E questo nella F3J e F3B in particolare volando in batteria non mi sembra una cosa molto positiva.
Infatti, dato che io vedo quel che vedo preferisco sempre avere dei modelli "stabili" e centrati che salgano da soli in termica.

Il mio Termik F5J l'ho modificato aumentando il braccio di leva in coda (maggior K longitudinale) e facendo un'ala a doppio diedro molto marcato (centro di spinta laterale più avanzato). Quando è molto lontano in termica con un po' di direzionale dentro pensa lui a tutto.
Per la salita sotto motore idem: usando i mixer elettronici su direzionale e profondità ho impostato una salita ad angolo costante senza quasi intervenire sui comandi.

Naturalmente richiede un grosso lavoro perchè bisogna fare una messa a punto quasi come se fosse un volo libero e l'accettazione di qualche compromesso... però credo che alla lunga pagh

E credo che sia la via da indagare bene anche nella F3J: che senso ha fare dei veleggiatori da termica con le ali "piatte" senza diedro?

Persino negli alianti full scale le ultime evoluzioni hanno portato ad aumentare il diedro: talvolta mi chiedo che cosa si aspetti a farlo anche sui modelli... Specie su quelli che devono fare solo durata e magari vanno a volare a un km dal punto di lancio

Il tuo ragionamento è perfetto !!
Sia per i modelli che i full scale.
Ciao
Gallina
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Vecchio 10 gennaio 07, 22:11   #7 (permalink)  Top
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Per Davide.
Per fare quel che vuoi tu la soluzione più semplice è piazzare a bordo un gps, scaricare i dati e poi vedere tutto a video: ho un programma che elabora le tracce e mi dà le efficienze, ma non ho il gps da polso che andrebbe bene.
il gps non ce l'ho neanche io, e poi sugli f3k non si può caricare molto peso altrimenti si esce dalle condizioni di uso vero

Citazione:
Originalmente inviato da claudio v
Tra le altre cose che si deducono è che la miglior discesa media spesso è legata alla stabilità dell'aliante. Un modello ben centrato che tiene la traiettoria stabilmente (specie quando vola lontano) va sempre meglio.
mi pare di aver letto un commento di DavidHobby (camp f3j) in cui diceva di preferire un centraggio più avanzato quando deve volare in aria calma (mattino e sera) e la cosa non fa una grinza, col centraggio arretrato si rischia che il modello prenda assetti sbagliati

Citazione:
Originalmente inviato da claudio v
Questo discorso è poco applicabile agli F3K, che però volano molto vicino e quindi un pilotaggio attento e un centraggio più instabile può fare delle grosse differenze.
concordo, soprattutto considerando che a bassa quota (<50m) l'aria fa movimenti strani, e a volte la differenza tra vincere e perdere sta nel riuscire a cavalcare un piccolo rotore o sfruttare un peto di lumaca che solo un centraggio arretrato ti fanno notare. il problema è quando si scarroccia lontano sottovento e poi per rientrare il modello non ne vuol sapere di tenere l'assetto giusto.

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Originalmente inviato da claudio v
Il mio Termik F5J l'ho modificato aumentando il braccio di leva in coda (maggior K longitudinale) e facendo un'ala a doppio diedro molto marcato (centro di spinta laterale più avanzato).
intendi che con più diedro il centro di spinta laterale si è spostato in avanti e allora per correggere hai aumentato il rapp volumetrico della deriva?
oltre al fatto che hai alzato il k per aumentare la stab longitudinale.

ciao
davide
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Vecchio 10 gennaio 07, 22:39   #8 (permalink)  Top
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L'avatar di Claudiopapi
 
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forse... :-)

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Originalmente inviato da claudio v
Pe Davide.

Persino negli alianti full scale le ultime evoluzioni hanno portato ad aumentare il diedro: talvolta mi chiedo che cosa si aspetti a farlo anche sui modelli... Specie su quelli che devono fare solo durata e magari vanno a volare a un km dal punto di lancio
Ciao Claudio
tanto per fare il ruolo che piu mi si addice, ossia l'avvocato del diavolo:
Non è che non sia stato provato, Adrian Lee ci ha fatto e vinto fior di gare con i suoi modelli a diedro elevato, e due comandi (direzionale e quota). Però trovava difficile arrivare sul centro in maniera regolare. Poi ha messo gli alettoni sui suoi modelli...e poi è passato a gareggiare con modelli commerciali, con poco diedro.
All' europeo del 2005 abbiamo visto l'AVA, altro modello con grande diedro e stablita in spirale sicuramente a prova di neofita....e l'abbiamo visto male! Oddio, forse dipendeva dal basso carico alare....comunque non era sto gran spettacolo, anzi, era diventato lo zimbello del campo, povero.
Lo svantaggio dei diedri elevati (elevati quanto, poi?) è che a parita di "superficie bagnata" presentano una minor proiezione dell' ala in pianta.
Una parte della portanza generata da una semiala va a compensare la componente orizzontale della portanza generata dalla semiala opposta.
E questo in trasferimento è un disastro...puo essere anche che il modello giri alla grande la termica ad un km di distanza...il problema è che ha meno probabilita di arrivarci...ad un km di distanza!
Poi..parlando di evoluzione: i veri professionisti della termica termicano a diedro negativo. Fatta esclusione per le remiganti primarie (i tip dell'ala) il resto dell'ala di questi profi in termica assume un aspetto inarcato con i tip piu bassi dell'attaco dell'ala. Ok, nessuno di noi credo diventera mai cosi bravo da gestire una situazione cosi instabile, però un sospetto che a quell'assetto qualche vantaggio ci sia dovrebbe venirci, cosi come il sospetto che andare controcorrente rispetto ai veri esperti ci tolga qualcosa in termini di prestazione, in quantita maggiore mano a mano che ci allontaniamo da quella forma alare.
Per ironia della sorte, io sono nella condizione opposta alla tua in quanto a domande esistenzialiste: mi chiedo come mai nessuno abbia mai provato ad usare in gara modelli con diedro negativo. Quelli con tanto diedro positivo li ho visti invece.
Ciao!
Claudio Z.

P.S.: la risposta in realta me la sono gia data, però la curiosita di vedere (provare?) 'sta cosa rimane....
Claudiopapi non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 10 gennaio 07, 22:52   #9 (permalink)  Top
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e in caso di vento il diedro elevato non rompe le scatole?

ciao
davide

Citazione:
Originalmente inviato da Claudiopapi
Lo svantaggio dei diedri elevati (elevati quanto, poi?) è che a parita di "superficie bagnata" presentano una minor proiezione dell' ala in pianta.
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Vecchio 11 gennaio 07, 00:40   #10 (permalink)  Top
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Originalmente inviato da blinking
e in caso di vento il diedro elevato non rompe le scatole?

ciao
davide
Ciao,
le analogie con i full scale sono strettissime.
Gli alianti che termicano meglio sono quelli con maggior diedro.
LS 4, 6 e 8 salgono con facilità ed hanno un pilotaggio facile . Ventus 2 ed ancor piu il 2C volano da soli ed in termica necessitano di correzioni minime.
ASW 27 e 28 e Diana 2 ( non conosco ancora il 29 ) salgono con più difficoltà , sono molto instabili, ma i condizioni forti sono imbattibili, planano molto meglio.

Non vi è dubbio che diedri abbondanti penalizzino la efficienza, ma danno il meglio di se in termica.
Botte piena e moglie ubriaca ?? Si deve scegliere.

Quando si è nella m...a preferisco un aliante che sale nel nulla, se poi aggiungo le difficoltà a mantenere un assetto decente in termica di un modello, W i diedroni multipli o tutti di un pezzo .
Diedri negativi in termica .... mi pare una follia ed un esempio di instabilità di equilibrio. Se ci si diverte a complicarsi la vita può essere una soluzione .
Ciao
Gallina
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