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Manubrio 17 febbraio 17 21:45

Citazione:

Originalmente inviato da Polomanuel (Messaggio 5015512)
A parte che dissento sia sul fatto che le vele non generano portanza, che sul fatto che a 90° lavorino in stallo, possiamo tornare alla mia domanda originale per piacere?

:supercry:

domanda che io non ho capito. Infatti qualcuno è intervenuto sulle vele qualcuno sulle derive. E qualcuno ha aggiunto gli hydrofoils.
Potrei anche aggiungere il tipo di superficie dello scafo immerso, perchè invece di liscio non lo facciamo a pelle di squalo?

Potresti ripetere la domanda limitandola a uno degli argomenti? Squalo escluso? :)


@nichte: io mi riferivo ai monocarena, la deriva nei monocarena dei vecchi coppa america apparve adornata di due pinnette simmetriche.

gekomike 17 febbraio 17 22:54

Citazione:

Originalmente inviato da Manubrio (Messaggio 5015527)
@nichte: io mi riferivo ai monocarena, la deriva nei monocarena dei vecchi coppa america apparve adornata di due pinnette simmetriche.

Australia II !

sloper_marco 18 febbraio 17 23:35

Citazione:

Originalmente inviato da nicthepic (Messaggio 5015410)
ma nel medioevo andavano di bolina?:blink:

Certo che sì.
Anche perchè in barca a vela ci si ritrova SEMPRE e COSTANTEMENTE a navigare di bolina (Legge di Murphy, capo 9, sezione 3, art. 7 -bis, norme per la navigazione a vela). -_-

Polomanuel 19 febbraio 17 21:01

Grazie mille Manubrio!
Pensavo la domanda avesse senso anche se non legata con qualcosa di concreto del mondo delle imbarcazioni a vela perchè le conclusioni volevo tirarle io.

La domanda a questo punto, chiara e pulita e diretta è:
Devo progettare una deriva di un imbarcazione a vela da crociera che ha velocità critica di 7kt circa. La deriva in questione sarà dotata d bulbo. Vorrei capire che forma dare alla vista laterale della deriva: rettangolare, trapezioidale, elittica?
Vorrei inoltre capire che inclinazione dare ai bordi di ingresso e di uscita: inclinati entrambi verso pura, entrambi verso poppa, verticali, uno verso prua e l'altro verso poppa o viceversa?

Da qui la domanda sull'influenza dell'angolo di freccia sulle prestazioni nelle ali degli aerei...

Enrico.pocopagni 19 febbraio 17 21:39

Qui c'è qualcosa: FORME DI CHIGLIA

Polomanuel 20 febbraio 17 00:33

Grazie!
Molto interessante!
Non esaustivo ma da buoni spunti!
Viva i modellisti! =D

mattafla 20 febbraio 17 16:25

Polomanuel,
L'effetto fluidodinamico della circolazione del flusso sul foil immerso o tua deriva di chiglia con bulbo all'estremità inferiore della deriva, effetto imputabile alla freccia "alare" della deriva, dovrebbe obbedire alle stesse leggi che sull'ala di un aereo, ma occorre tener conto che l'aria è un fluido comprimibile mentre l'acqua è incomprimibile, inoltre c'è l'enorme differenza quantitativa che aria e acqua sono fluidi enormemente diversi per densità, viscosità etc.
Penso che una freccia positiva della deriva porti il flusso verso il bulbo, mentre una freccia inversa dovrebbe portarlo verso la carena, ma non so precisarti l'entità del fenomeno.
I punti d'incontro tra ala e fusoliera, oppure deriva e carena, come pure deriva e bulbo, caso forse confrontabile ad un'estremità alare con winglet, potrebbero dare risultati diversi. Io non sono un velista, ma ho trovato la questione interessante.

Ciò premesso, puoi forse trovare in Internet alcune risposte sulle derive, intese come foils immersi in acqua:
- oltre al link FORME DI CHIGLIA, proposto da Enrico.pocopagni, dai uno sguardo anche a:
- dimensioni e forma del bulbo, bulbi etc. (nello stesso sito proposto da Enrico.pocopagni)
- C-Foils.html
- Occuparsi delle derive | VelaForFun
- Modellismo www.amz.it (tesi trimarano con foils).
Se interessa la fisica della vela in generale, ho trovato utili:
- http://web.infn.it/fisicainbarca2011...cavela-1x1.pdf
- http://www.saturatore.it/Architettur...20a%20vela.pdf
Saluti e buon lavoro
Flavio
Sezione aeromodellismo di carton

Enrico.pocopagni 20 febbraio 17 20:23

Solo una piccolissima precisazione: anche l'aria, in regime ampiamente subsonico si può considerare incomprimibile, almeno per gli effetti sui profili, ma questo non consola.

Purtroppo non so essere più utile di così. La differenza di massa tra acqua e aria (1.000) e anche di numeri di Reynolds rendono inconfrontabili i diagrammi polari per i profili alari (che conosco) con quelli di carene e altri corpi immersi nell'acqua dei quali so zero (e non voglio imparare!).
In tutti i casi non saprei fare nè farei estrapolazioni da un mondo all'altro.
Il solo suggerimento che mi sento di dare è, se la domanda non è solo mossa da curiosità ma anche da necessità professionali, allora mi affiderei ad una analisi fluidodinamica più accurata, p. es. fatta con Nastran o altre applicazioni F.E.M.

Solo un'ultima annotazione: ieri sera vedevo il filmato della coppa America ultima edizione, con i catamarani che, alla massima velocità viaggiano fuori d'acqua sostenuti da alette come aliscafi.
Pensavo al rapporto dimensionale tra queste alette (che reggono c.a 10 ton a 40 nodi) e le ali di un aliante che reggono 800 kg a 200 km/h: su un aereo quelle alette sarebbero troppo piccole anche per un piano di quota!

mattafla 27 febbraio 17 11:57

Polomanuel,
da questa discussione ho imparato che esistono i bulbi a T (per dire a T rovesciata, con deriva fissa stretta e profonda), per i quali puoi vedere un'interessante tesi in https://www.politesi.polimi.it/bitst...808/1/Tesi.pdf
Esistono anche i bulbi a L anteriore (L rovesciata, che qualcuno chiama a scarpone, più o meno profondo (quando è profondo direi a stivale), ed a L posteriore (che direi deriva con coda), bulbi sospesi da derive fisse di varia conformazione, più o meno a freccia e rastremate.
Per i bulbi-derive-chiglia puoi vedere varie dissertazioni nel forum Amici della vela.
Il discorso di base è se conviene una barca con deriva fissa con o senza bulbo, e poi ci si può sbizzarrire con 2 derive o mettere delle alette sul bulbo o all'estremità della deriva senza bulbo (alette che qualcuno chiama winglets).
Il bulbo non sarebbe indispensabile, quindi, visto che la deriva è indispensabile per andare di bolina, occorre almeno mettere la deriva o l'effetto deriva può essere ottenuto da una chiglia particolare, opportunamente zavorrata in sostituzione del bulbo?

http://217.199.14.65/uploaded/Furkol...19823_LVST.pdf
http://ormeggionline.com/blog/deriva...a-strutturale/
La filosofia del progetto

Ritengo che il tuo problema della miglior freccia e rastremazione della deriva potrebbe essere solo una questione estetica, rispetto alla collocazione del bulbo ed alla collocazione della stessa deriva fissa sotto lo scafo.
Anche negli alianti convenzionali la freccia alare è quasi inutile, negli aeromodelli convenzionali può essere solo una questione estetica.
Non è la stessa cosa negli aerei di linea quasi supersonici e nei supersonici, ma né gli alianti né la tua barca sono supersonici.
Invece negli alianti non convenzionali, come i senza coda o tuttala, la freccia, preferibilmente positiva, per me è utilissima per la stabilità soprattutto longitudinale, sebbene esistano i tuttala detti plank che sono senza freccia.
Nei canard si può discutere che la freccia occorra per la stabilità direzionale, tuttavia non si può generalizzare né con gli aerei né con le barche.

Per le barche a vela "convenzionali" comunque credo che il problema principale sotto il monoscafo (non "volante" su foils) debba essere la carena idrodinamica, a parte l'eventuale necessità del bulbo per la stabilità e della deriva per bolinare.
Se vuoi un riferimento per l'idrodinamicità delle carene, affrontate tramite CFD, puoi vedere:
http://tesi.cab.unipd.it/45178/1/andrea_vable_tesi.pdf
Questo riferimento ha il vantaggio di essere in italiano (a differenza di quello proposto da Cecco in inglese).
Flavio

mattafla 27 febbraio 17 12:58

Polomanuel,
ho dimenticato il progetto del timone:
http://unina.stidue.net/Universita'%...l%20timone.pdf
Flavio


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